Avio vola nel primo trimestre 2026: ricavi a 19% e margini in crescita, il portafoglio ordini resiste oltre i 2 miliardi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La holding aerospaziale di Colleferro, come si legge nella nota diffusa nella giornata di ieri, ha archiviato i primi tre mesi dell’anno con ricavi netti pari a 128,6 milioni di euro, un incremento del 19% rispetto ai 108 milioni dello stesso periodo del 2025. Un risultato, questo, che supera di slancio le previsioni degli analisti e che testimonia la solidità operativa del gruppo quotato su Euronext STAR Milan. A trainare il fatturato, va detto, ci hanno pensato principalmente le attività di produzione del lanciatore Vega C – il cui volo VV29 è atteso per il prossimo 19 maggio – e l’incremento della produzione dei motori a propellente solido P120C e P160C destinati al programma Ariane 6: senza dimenticare, ovviamente, il contributo fornito dalla crescita del comparto difesa.
Margini in decisa espansione, l’Ebitda vola del 30%
Passando ad analizzare la redditività, il margine operativo lordo (ebitda) cosiddetto “reported” è salito a 5,2 milioni, segnando un balzo del 29,9% rispetto a un anno fa. Tradotto in percentuale, la marginalità sui ricavi è migliorata dal 3,7% al 4,1%. Ancora più significativo, se si vuole, è il dato relativo all’ebitda rettificato – che esclude alcune componenti straordinarie – cresciuto del 18,7% a 5,7 milioni. Per quanto riguarda l’utile operativo, va segnalato che a livello reported si registra una perdita di appena 100mila euro (in forte miglioramento rispetto al rosso di 900mila del 2025), mentre la misura rettificata vira in territorio positivo per 400mila euro, a fronte del precedente -100mila. Una performance, insomma, che evidenzia una gestione sempre più efficiente nonostante l’aumento – previsto e messo in conto – dei costi legati all’espansione del business negli Stati Uniti.
Ordini e liquidità: il contratto americano fa da pilastro
Il portafoglio ordini (backlog) si attesta a 2,116 miliardi di euro, una cifra sostanzialmente in linea rispetto ai 2,165 miliardi registrati al 31 dicembre 2025; un leggero riassorbimento, questo, fisiologico dopo la mole di contratti siglati nello scorso trimestre. I nuovi ordini acquisiti nel corso dei primi tre mesi del 2026 sono riconducibili, da un lato, alle attività di sviluppo sui lanciatori della famiglia Vega e, dall’altro – ed è forse il dato più strategico – al contratto nell’ambito della difesa siglato negli Stati Uniti. Un accordo, lo ricordiamo, che riguarda lo sviluppo, la qualifica e la produzione iniziale di un motore a propellente solido per la difesa aerea. Sul fronte della cassa, la posizione finanziaria netta ammonta a 559,1 milioni, in diminuzione di 32,6 milioni rispetto a fine 2025 a seguito del riconoscimento ai fornitori degli anticipi incassati nel trimestre precedente.
La guidance 2026 resta confermata nonostante il contesto
Con questi numeri sul tavolo, la dirigenza di Avio ha scelto di confermare senza tentennamenti la guidance per l’intero esercizio 2026, già annunciata nel marzo scorso. Le stime, lo si ricorda, prevedono ricavi netti compresi in una forchetta tra 560 e 590 milioni di euro, un ebitda reported atteso tra 27 e 35 milioni e un utile netto che dovrebbe assestarsi tra 8 e 13 milioni. Un outlook, va aggiunto, che tiene conto delle accelerazioni produttive sui grandi programmi europei e dell’avvio della collaborazione con il Dipartimento della Difesa statunitense, un cliente che – per la natura stessa dei progetti – garantisce una visibilità quasi unica sui flussi di cassa futuri. La società, infine, ha ribadito la propria fiducia nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi del piano industriale, sfruttando il momento d’oro del settore spaziale e la crescente domanda di sistemi di propulsione.




