Toyota nella storia a Imola, Ferrari seconda e festa per Kimi Antonelli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, trasformato in una bolgia da oltre 92mila spettatori, è stato teatro di un’impresa destinata a restare negli annali del mondiale endurance. La 6 Ore di Imola, gara inaugurale del WEC 2026, ha consegnato alla Toyota Gazoo Racing un successo che va ben oltre la semplice casella delle vittorie: i giapponesi hanno infatti centrato il loro cinquantesimo trionfo nel campionato, proprio nel weekend in cui festeggiavano la centesima partecipazione della loro storia. Un doppio traguardo, insomma, che è stato celebrato nel migliore dei modi possibili, ovvero salendo sul gradino più alto del podio e battendo in casa la Ferrari, la grande favorita della vigilia e detentrice del titolo.

Strategia perfetta e gestione chirurgica, la mossa decisiva nel giro di boa

Se la pole position era andata alla Rossa numero 51, affidata a James Calado, Alessandro Pier Guidi e Antonio Giovinazzi, il verdetto della pista ha raccontato una verità不同. Il sorpasso decisivo non è avvenuto con una manovra plateale sotto la staccata, bensì nel silenzio dei box. La squadra giapponese, sfruttando una neutralizzazione in regime di Virtual Safety Car (VSC) causata dall’uscita di pista di una Peugeot, ha giocato d’astuzia. Mentre la concorrenza si fermava per la sosta regolare, l’equipaggio dell’auto numero 8 composto da Brandon Hartley, Ryo Hirakawa e Sebastien Buemi ha effettuato una sosta lampo, saltando il cambio gomme in una fase cruciale per poi rientrare ai box un giro dopo. Una scelta, quest’ultima, che ha permesso alla vettura nipponica di guadagnare la testa della corsa senza dover sprecare secondi preziosi inutilmente.

Una volta davanti, il treno Toyota non ha più mollato la presa. La gestione del ritmo da parte di Hirakawa è stata semplicemente perfetta, tanto da neutralizzare i tentativi di rimonta di Pier Guidi. A spegnere definitivamente le speranze del pubblico di casa ci ha pensato anche la gemella numero 7, usata come “ariete” tattico per rallentare l’avanzata della Ferrari nei giri centrali. Nonostante il podio d’onore per la 499P numero 51 e la soddisfazione per il terzo posto conquistato dall’altra Toyota, per la scuderia di Maranello resta l’amarezza per un’occasione sprecata, complice anche una giornata storta per la vettura gemella numero 50 di Antonio Fuoco, penalizzata da una drive-through e costretta a rimontare fino al sesto posto.

Kimi Antonelli e il record di pubblico, il contorno di un week-end da ricordare

A impreziosire la cornice di questa 6 Ore ci ha pensato il richiamo mediatico di Kimi Antonelli, il giovane talento italiano della Formula 1 che si è prestato al ruolo di “starter” d’eccezione. Il suo gesto, quello di sventolare la bandiera a scacchi per dare il via alla gara, ha letteralmente infiammato le tribune. La presenza del pilota bolognese ha sottolineato l’importanza di un evento che ha segnato il tutto esaurito in collina, dimostrando come l’endurance stia vivendo una seconda giovinezza in Italia nonostante la sconfitta dei padroni di casa.

Sul fronte tecnico, il nuovo bolide giapponese ha mostrato da subito un potenziale superiore alle aspettative. Per Toyota, insomma, è una vendetta servita fredda dopo le difficoltà incontrate nelle stagioni precedenti. La Ferrari, dal canto suo, dovrà tornare subito al lavoro: sebbene il passo fosse competitivo, la capacità di lettura della gara e la velocità nei cambi gomma hanno fatto la differenza a sfavore della Rossa, la quale si è dovuta inchinare di fronte alla precisione svizzera della squadra rivale.

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