Azzurri, la vittoria amara di Gattuso tra gol nel finale e contestazioni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una vittoria, quella ottenuta sul campo della Moldavia, che ha il sapore acre di una figura evitata per un soffio e che non placa le polemiche, anzi, le alimenta con la sua fatica. Gli azzurri, i quali hanno faticato non poco contro una formazione che occupa le ultime posizioni del ranking mondiale, hanno trovato la via del goal solo a pochi minuti dalla fine, spezzando così una resistenza tenace ma anche le proprie reni, in una partita che avrebbe dovuto concludersi con maggiore autorevolezza. Le decisive prodezze aree di Mancini, all'ottantottesimo, e di Pio Esposito, nel secondo minuto di recupero, hanno scongiurato l'imbarazzo di un pari che sarebbe apparso inaccettabile, consegnando però un successo che solleva più interrogativi di quanti ne risolva.

La rabbia del ct e il muro dei tifosi

L'eco degli ultimi fischi, quelli lanciati da una minoranza di circa cinquecento sostenitori riconducibili al gruppo Ultras Italia, è risuonato a lungo negli spogliatoi, trovando poi un'ampia cassa di risonanza nello sfogo pubblico del commissario tecnico Gennaro Gattuso. Il quale, pur avendo schierato una formazione sperimentale che molti hanno definito "Italia 2", non ha saputo trattenere la propria delusione per un'accoglienza così ostile, giudicandola incomprensibile dopo una partita vinta, seppur in modo non convincente. "Venire fuori casa e sentire 500 tifosi che contestano la squadra sinceramente non lo accetto", ha dichiarato Gattuso, il cui ringhio di rabbia ha messo in luce una frattura con una parte del pubblico, un'ammaccatura nell'unità della quale la nazionale avrebbe invece un disperato bisogno in un momento così delicato.

La vigilia con il secondo posto già in tasca

La situazione, del resto, non offre grandi margini per l'ottimismo, costringendo gli azzurri a un'amara consapevolezza alla vigilia dell'ultimo atto del girone di qualifica. Con la Norvegia saldamente in testa a ventuno punti e con una differenza reti di ben diciassette goal superiore, l'ipotesi di un sorpasso azzurro appare infatti un'utopia pura, dato che per raggiungere il primo posto servirebbe una vittoria con uno scarto di nove reti. È in questo clima, fatto di calcoli aritmetici e di orgoglio ferito, che Gattuso ha provato a spostare l'attenzione verso la partita contro i nordici, annunciando l'utilizzo di Frattesi e sfiorando, senza però approfondirle, questioni spinose come i criteri di qualificazione, su cui avrebbe "tante cose da dire".

Le reazioni e il richiamo all'unità

Sulla polemica scatenata dalle parole del ct è intervenuto anche un peso massimo della storia azzurra, il quale ha bollato l'intera vicenda come eccessiva, sminuendo la portata dell'episodio. Al di là dei giudizi esterni, che peraltro confermano come la serata di Chisinau abbia scosso l'ambiente, resta il monito lanciato dallo stesso Gattuso, il quale ha sottolineato come non sia il momento di invitare i giocatori "ad andare a lavorare", bensì quello di ritrovare una compattezza che appare l'unica strada percorribile per affrontare la lotta dei playoff, un percorso che la squadra, tra alti e bassi, sta comunque affrontando tra mille difficoltà.

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