Honda CB1000F, la prova della roadster retró che nasce dalla Hornet

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SCIENZA E TECNOLOGIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   ROMA – Qualche mese dopo il debutto ufficiale, eccoci finalmente in sella alla nuova Honda CB1000F, la roadster dal sapore marcatamente anni Ottanta che è già in vendita da settembre al prezzo di 12.190 euro. L'abbiamo provata in anteprima per strada, cercando di capire se il fascino della leggenda 900 Bol d'Or del 1979, da cui dichiara di discendere idealmente, sia riuscito a convivere con la modernità della base tecnica che condivide con la CB1000 Hornet, introdotta sul mercato nel 2025.

La storia delle CB, del resto, è lunga e affascinante: dal lontano 1959, anno della prima CB92, si arriva a oggi dopo 67 anni e miliardi di chilometri percorsi in tutto il mondo, un'eredità pesante che questa nuova arrivata cerca di onorare con uno stile che strizza l'occhio al passato senza rinunciare alla sostanza tecnica del presente.

Lo stile retró e i dettagli che ricordano la Golden Era

Il richiamo alla gloriosa CB750F e alla CB900F Bol d'Or, le moto che hanno fatto sognare intere generazioni di appassionati e con cui il leggendario Freddie Spencer correva nel campionato AMA, è evidente sin dal primo sguardo. Il faro è tondo ma, a differenza degli originali, è rigorosamente a led, così come tutta la firma luminosa che conferisce un carattere moderno a un profilo volutamente nostalgico.

Il serbatoio, largo e squadrato, si sposa con una coda massiccia e un imponente scarico voluminoso, elementi che ricalcano fedelmente le linee delle sportive giapponesi di quell'epoca, senza dimenticare un dettaglio curioso come il doppio clacson all'anteriore, un vezzo stilistico che all'epoca andava molto di moda. L'operazione nostalgia, insomma, non si limita alle apparenze superficiali ma si concretizza in un'estetica coerente che, almeno visivamente, riporta indietro nel tempo, alla cosiddetta Golden Era delle Superbike.

La meccanica condivisa con la Hornet 1000

Se l'esterno è un tuffo nel passato, il cuore pulsante e la ciclistica rappresentano il meglio dell'ingegneria contemporanea della casa di Tokyo. La CB1000F, infatti, condivide gran parte della propria base meccanica con la più recente CB1000 Hornet, il che significa che sotto la carena rivive il motore a quattro cilindri in linea derivato direttamente dalla Fireblade. Questa scelta progettuale garantisce prestazioni elevate e una risposta brillante, senza però stravolgere l'anima docile e gestibile che ci si aspetta da una roadster di questa cilindrata.

La ciclistica, affilata e precisa, è stata studiata per offrire un comportamento stradale equilibrato, capace di assecondare sia le esigenze del pilota più esperto sia quelle di chi cerca una compagna per i viaggi o per il divertimento quotidiano, il tutto senza rinunciare a una dose di carattere che la rende viva e reattiva tra le curve.

La prova su strada e il battesimo con Freddie Spencer

In occasione del debutto internazionale, a battezzare la nuova nata della stirpe CB è sceso in strada nientemeno che il tre volte campione del mondo Freddie Spencer, che ha potuto testarla in prima persona insieme ai giornalisti di Moto.it, definendola una moto "viva" e sottolineando come l'equilibrio tra potenza e controllo sia il suo punto di forza.

Durante la nostra prova, abbiamo potuto constatare come le sensazioni al manubrio siano effettivamente quelle di una moto che, pur strizzando l'occhio al passato con le sue forme e le sue livree, nel dinamismo di guida è assolutamente contemporanea, grazie a un telaio ben bilanciato e a una ciclistica che non tradisce le aspettative.

Il motore eroga con progressione, senza strappi, ma quando lo si richiama ai regimi più alti sa farsi sentire con quella grinta che non guasta mai, ricordando al pilota che, al di là dell'abito vintage, si tratta pur sempre di una moto con un'alta dose di sostanza tecnica.

L'azienda giapponese, con questa operazione, compie un'abile mossa di marketing tecnico: accontenta chi cercava il fascino delle CB degli anni Ottanta e chi, invece, non vuole rinunciare alle prestazioni e all'affidabilità di un progetto moderno e collaudato, riuscendo a creare un prodotto che, a suo modo, rappresenta un ponte ideale tra due epoche diverse del motociclismo mondiale.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.