Garlasco, Alberto Stasi ottiene la semilibertà: la condanna per l’omicidio di Chiara Poggi
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Redazione Interno
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Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso la semilibertà ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, la fidanzata uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. A 41 anni, dopo oltre un decennio di detenzione, potrà trascorrere gran parte della giornata fuori dal carcere di Bollate, impegnandosi non solo in attività lavorative ma anche in percorsi di reinserimento sociale, con l’obbligo di rientrare ogni sera.
Già dal 2023 Stasi aveva ottenuto permessi per lavorare come contabile in un’azienda milanese, ma ora la misura si estende anche ad altre ore della giornata, compresa la possibilità di recarsi a casa di uno zio. Una decisione che, se da un lato segna un passo nel percorso penitenziario, dall’altro riapre ferite mai rimarginate per la famiglia Poggi, che ha appreso la notizia dai media prima di essere formalmente avvisata dal legale Gian Luigi Tizzoni.
«Che amarezza, che pena infinita…», ha commentato Rita Poggi, madre di Chiara, che il 31 marzo scorso avrebbe compiuto 44 anni. Come ogni anno, i genitori e il fratello Marco hanno portato al cimitero di Pieve Albignola dieci rose bianche, un gesto che ripetono dal giorno in cui la giovane è stata uccisa nella loro abitazione di Garlasco, in un delitto che per anni ha diviso l’opinione pubblica e la magistratura.




