Tremila morti a Goma, la tregua è una farsa
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Redazione Esteri
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La fragile speranza di una tregua nel conflitto che insanguina l’est della Repubblica Democratica del Congo (RdC) è svanita in pochi giorni, lasciando spazio a una nuova ondata di violenze. Le unità del Movimento 23 Marzo (M23), sostenute da forze ruandesi, hanno ripreso gli scontri con l’esercito congolese, avanzando verso Bukavu, capoluogo del Sud Kivu, dopo aver conquistato Goma, nel Nord Kivu, lo scorso 29 gennaio. La tregua, annunciata unilateralmente dai ribelli il 4 febbraio, è stata violata quasi immediatamente, confermando i timori di chi la considerava una mera strategia propagandistica.
Intanto, a Goma, emergono dettagli agghiaccianti sulle atrocità commesse nel caos della guerra. Centinaia di donne, violentate durante una rivolta carceraria culminata in un’evasione di massa, sono state rinchiuse in una prigione e poi arse vive in un incendio doloso. Questi crimini, avvenuti la scorsa settimana, sono emersi in tutta la loro brutalità proprio mentre il M23, gruppo armato con chiari interessi nel controllo delle risorse minerarie come cobalto e coltan, smentiva con i fatti la propria promessa di cessate il fuoco.
Le Nazioni Unite hanno confermato un bilancio provvisorio di 2.900 vittime, tra cui molte donne stuprate e uccise in circostanze atroci. La frontiera orientale del Congo, ricca di terre rare e minerali strategici, resta al centro di una crisi che si è ulteriormente aggravata con l’avanzata dei ribelli filo-ruandesi. L’irruzione del M23 a Goma lo scorso 27 gennaio ha esacerbato il conflitto, lasciando la popolazione civile in balia di violenze indiscriminate.
Il dramma umanitario, già insostenibile, si è intensificato con l’offensiva dei miliziani, che hanno sfruttato il vuoto lasciato dalla tregua per consolidare le proprie posizioni. La comunità internazionale, pur denunciando le violazioni, sembra incapace di intervenire efficacemente in un contesto in cui gli interessi economici e geopolitici prevalgono sulla tutela dei diritti umani




