Air india precipitato: il comandante spense i motori volontariamente, lo dicono le scatole nere

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Pochi secondi dopo il decollo, il comandante Sumeet Sabharwal avrebbe spento in rapida successione entrambi i motori del Boeing 787 Dreamliner, agendo intenzionalmente sugli interruttori che regolano il flusso di carburante. Lo rivelano, in esclusiva, fonti statunitensi citate dal Wall Street Journal, che hanno avuto accesso alle registrazioni della scatola nera. I file audio, analizzati anche dall’NTSB – l’agenzia federale americana che indaga sugli incidenti nei trasporti – confermerebbero dunque le prime ipotesi circolate nelle scorse ore: quella del volo Air India AI171, precipitato il 12 giugno scorso nell’India occidentale con 260 vittime a bordo, sarebbe stata una tragedia provocata da un gesto deliberato.

Secondo quanto ricostruito, Sabharwal avrebbe agito appena tre secondi dopo la partenza da Ahmedabad, lasciando poco spazio di reazione al copilota, il cui panico è emerso chiaramente dalle registrazioni. Sebbene le indagini tecniche siano ancora in corso, i nuovi elementi sembrano escludere guasti meccanici o errori di procedura, concentrando invece l’attenzione sulle azioni del pilota.

Air India, che aveva inizialmente attribuito l’incidente a “cause ancora da accertare”, non ha rilasciato ulteriori dichiarazioni dopo le rivelazioni del giornale americano. Le autorità indiane, dal canto loro, hanno avviato un’inchiesta parallela, i cui risultati potrebbero richiedere settimane, se non mesi. Intanto, l’NTSB – chiamata in causa per la nazionalità statunitense del velivolo – ha condiviso i primi dati con i colleghi di New Delhi, senza però anticipare conclusioni ufficiali.

Quello che emerge, al momento, è un quadro inquietante, in cui l’unico elemento certo è la sequenza di comandi eseguita da Sabharwal. Restano invece senza risposta le motivazioni che lo avrebbero spinto a un gesto così estremo, mentre si moltiplicano le domande sui protocolli di sicurezza nelle cabine di pilotaggio, già al centro del dibattito dopo altri recenti casi di interferenza umana.

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