Cambia il fisco nel terzo settore: le novità del decreto approvato dal governo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera preliminare a un decreto legislativo che riforma la fiscalità del terzo settore, introducendo misure di semplificazione e agevolazioni per gli enti non profit. Le nuove norme, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026, intervengono su aspetti critici segnalati da organizzazioni di volontariato (ODV) e associazioni di promozione sociale (APS), con l’obiettivo di razionalizzare un quadro normativo finora frammentato.

Uno dei punti più significativi riguarda il regime forfettario, la cui soglia di accesso per ODV e APS viene innalzata a 85.000 euro, un intervento che mira a ridurre gli oneri amministrativi per le realtà più piccole. La modifica, contenuta nell’articolo 2 del provvedimento, riscrive il comma 15-quinquies del decreto-legge n. 146 del 2021, allineandosi alle richieste avanzate da chi opera nel settore.

Non solo: il testo introduce nuove regole sulle sopravvenienze attive e sulla detrazione dell’Iva, semplificando adempimenti che spesso hanno rappresentato un ostacolo per gli enti privi di strutture dedicate. Viene inoltre esteso il regime di tassazione agevolata previsto dall’articolo 398 alle società sportive dilettantistiche (SSD), un passaggio che potrebbe alleviare le tensioni finanziarie in un comparto già sotto pressione.

Il decreto, su proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, attua la legge delega per la riforma fiscale approvata nell’agosto 2023, intervenendo anche sul trattamento delle plusvalenze “congelate”, ovvero quelle non immediatamente tassabili. Una misura che, se da un lato garantisce maggiore flessibilità, dall’altro impone una rigorosa tracciabilità per evitare abusi.

Mentre Trump, tornato alla Casa Bianca, riaccende i riflettori sulle politiche fiscali statunitensi, l’Italia prova ad alleggerire il carico su un settore che, nonostante il ruolo sociale cruciale, ha spesso navigato tra burocrazia e incertezze. Restano ora da monitorare i prossimi passaggi parlamentari, che potrebbero apportare ulteriori modifiche prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

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