Francesco Pugliese, l’ex manager Conad, e l’inchiesta sull’acquisizione Auchan
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Redazione Economia
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Francesco Pugliese, tarantino classe 1959, sposato e padre di tre figli, è da anni una figura di spicco nel panorama della grande distribuzione italiana. Residente a Parma, Pugliese ha costruito una carriera che lo ha portato a guidare alcuni dei più importanti marchi del settore, trasformando Conad da una piccola cooperativa in un colosso capace di competere con i grandi gruppi stranieri e di dialogare alla pari con il mondo della finanza, tradizionalmente distante dal modello cooperativo. «Il commercio, insieme a un altro che conoscete, è il mestiere più antico del mondo», amava dire, sottolineando con una battuta la sua profonda conoscenza di un settore che considera radicato nella storia, fin dai tempi del baratto.
Oggi, però, il nome di Pugliese è legato a un’inchiesta giudiziaria che ha scosso il mondo della grande distribuzione. La Procura di Bologna, con il supporto della Guardia di Finanza, sta indagando su presunti reati di corruzione tra privati e autoriciclaggio nell’ambito dell’acquisizione dei negozi del gruppo francese Auchan da parte di Conad. L’operazione, denominata “Mont Blanc”, risale al 2021 e ha visto Conad, insieme al gruppo Wrm guidato dal finanziere internazionale Raffaele Mincione, rilevare Auchan Italia Spa, il ramo italiano del colosso transalpino.
A far scattare l’indagine, avviata nel 2022, sono stati due dirigenti di Conad, Roberto Toni e Luca Signorini, rispettivamente legali rappresentanti delle cooperative Conad Nord Ovest e Conad Centro Nord. I due, insospettiti da alcune irregolarità, hanno presentato una denuncia-querela contro Pugliese, all’epoca amministratore delegato di Conad, Mauro Bosio, allora direttore finanziario, e lo stesso Mincione. Le accuse riguardano presunti accordi illeciti finalizzati a favorire l’acquisizione di Auchan, con il sospetto che parte dei fondi siano stati utilizzati per scopi personali.
La magistratura ha disposto un maxi sequestro di beni per 36 milioni di euro, di cui 28,64 milioni sono considerati profitto derivante da corruzione, mentre i restanti 8 milioni sono legati all’autoriciclaggio. Tra gli indagati, oltre a Pugliese e Bosio, figurano altri ex dirigenti di Conad e Raffaele Mincione, residente in Svizzera e già al centro di altre vicende giudiziarie.




