Ucraina, Zelensky annuncia l'accordo con Parigi: "Primi ad avere i missili Samp/T potenziati"
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Redazione Esteri
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L'intesa siglata tra Kiev e Parigi rappresenta un passaggio significativo nel quadro del supporto occidentale all'Ucraina, e Volodymyr Zelensky non ha esitato a definirla come un passo avanti sostanziale per le capacità difensive del suo paese. La fornitura dei sistemi missilistici Samp/T, nella loro versione potenziata, colloca l'Ucraina in una posizione privilegiata rispetto ad altri alleati, e Zelensky ha sottolineato come si tratti di un'esclusiva che permetterà di rafforzare la protezione dello spazio aereo in un momento particolarmente critico del conflitto.
L'annuncio è arrivato al termine di una serie di incontri ad alto livello che hanno visto la partecipazione dei rappresentanti francesi e ucraini, e che hanno gettato le basi per un'intensificazione della cooperazione bilaterale in materia di difesa. Non si tratta soltanto di un trasferimento di materiale bellico, ma di un accordo che prevede anche formazione e assistenza tecnica per garantire che i sistemi vengano integrati al meglio nelle strutture operative già esistenti, e che possano rispondere con efficacia alle minacce portate avanti dalla Russia.
Il rimpasto di governo a Kiev e il ruolo del ministro Fedorov
Mentre all'estero si consumano le trattative per gli armamenti, all'interno del Palazzo presidenziale di Kiev si respira un'aria di cambiamento che potrebbe avere ripercussioni non indifferenti sulla condotta della guerra. Le voci di un imminente rimpasto di governo si fanno sempre più insistenti, e al centro delle attenzioni vi sarebbe la figura del ministro della Difesa, in carica solo dallo scorso gennaio e conosciuto con il soprannome di 'Misha'.
La sua posizione appare in bilico, e gli osservatori politici indicano in lui, nonostante la mancanza di un background militare tradizionale, l'artefice di quella che è stata definita la rivoluzione dei droni, una strategia che ha permesso a Kiev di contenere l'avanzata russa e di colpire obiettivi sensibili dietro le linee nemiche.
Il ministro, che in precedenza aveva ricoperto il ruolo di ministro della Trasformazione digitale, è stato capace di introdurre innovazioni tecnologiche che hanno cambiato il volto del conflitto, ma le sue riforme avrebbero innescato un'attrità con l'apparato militare tradizionale e, in particolare, con il capo di stato maggiore Oleksandr Syrsky, il quale contesta l'approccio e le priorità stabilite dal ministro.
La tensione tra le due figure è palpabile, e sembra essere proprio questa frizione ad aver spinto Zelensky a predisporre un cambio ai vertici del Dicastero, nel tentativo di ristabilire un equilibrio interno e di rispondere alle critiche che provengono dalla linea dura dello stato maggiore.
Il vertice di Parigi e la nascita di una difesa europea
A Parigi, intanto, si è tenuto un vertice che ha visto riunirsi i cosiddetti "volenterosi", un gruppo di paesi europei intenzionati a discutere programmi integrati per la cooperazione in materia di difesa comune, con un'attenzione particolare rivolta alla produzione di sistemi antimissile.
Questi sistemi sono considerati essenziali non solo per consentire all'Ucraina di difendersi dagli attacchi russi, che sempre più spesso fanno uso di vettori balistici, ma anche per iniziare a gettare le fondamenta di uno scudo di protezione europeo, in un contesto internazionale in cui l'America di Donald Trump ha messo in chiaro che gli alleati dovranno farsi carico in misura maggiore delle proprie spese per la difesa.
L'incontro parigino ha rappresentato un momento di riflessione e di pianificazione concreta, nel quale si è discusso di come superare le frammentazioni nazionali e di come coordinare gli sforzi per raggiungere una capacità operativa che sia davvero efficace e autonoma. La posta in gioco è alta, e riguarda la capacità dell'Europa di rispondere in modo unitario alle minacce, senza dover fare affidamento esclusivo sulla protezione statunitense.
La sfida dell'autonomia tecnologica e il Consorzio Bliksem
Il tema dell'autonomia tecnologica è al centro del dibattito, e gli sviluppi più recenti dimostrano che gli europei sono intenzionati a percorrere questa strada con decisione. Sebbene la disponibilità a spendere di più nel settore militare sia concreta, non si tratta di una corsa all'acquisto di tecnologia statunitense, come invece auspicato da Trump, ma di un investimento mirato a sviluppare capacità proprie per non rimanere ancora una volta dipendenti da Washington.
In quest'ottica si inserisce la nascita del Consorzio Bliksem EXO, un progetto ambizioso che vede coinvolti colossi dell'industria aerospaziale e della difesa come Airbus Defence and Space, Destinus, MBDA Deutschland, Safran Electronics & Defense e Thales. L'obiettivo è sviluppare il primo programma europeo sovrano per un intercettore esoatmosferico di fascia alta, un sistema progettato per garantire la piena interoperabilità con il sistema integrato di difesa aerea e missilistica della NATO (IAMD) e con l'iniziativa European Sky Shield.
Si tratta di un passo avanti notevole verso la costruzione di una difesa europea che possa contare su risorse e tecnologie proprie, e che rappresenti un pilastro per la sicurezza del continente, riducendo la dipendenza da attori esterni in un periodo storico segnato da profonde incertezze e da un repentino cambiamento degli equilibri geopolitici.




