Ucraina, Zelensky annuncia l'accordo con Parigi per i missili Samp/T potenziati

Ucraina, Zelensky annuncia l'accordo con Parigi per i missili Samp/T potenziati
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La guerra in Ucraina entra in una fase che potremmo definire di riarmo tecnologico e, al contempo, di ridefinizione degli equilibri politici interni. Mentre sul fronte orientale le linee arretrano e avanzano seguendo l'andamento di una logorante guerra di trincea, a muovere le pedine sono i centri decisionali occidentali e i palazzi del potere a Kiev.

In questo scenario, l'annuncio di Volodymyr Zelensky riguardante un accordo con la Francia per il potenziamento dei sistemi missilistici Samp/T rappresenta un tassello cruciale; non solo per le implicazioni militari, ma anche per quelle politiche, visto che il presidente ucraino cerca di consolidare il sostegno europeo in un momento in cui l'ombrello americano mostra evidenti segni di cedimento.

L'intesa, siglata con Parigi, prevede l'invio e l'implementazione di una versione avanzata del sistema antiaereo, in grado di offrire una protezione più efficace contro i missili balistici e ipersonici utilizzati dalle forze di Mosca per colpire le infrastrutture critiche e le città ucraine.

Il nodo di Mosca: può permettersi di perdere?

Mentre a Parigi si riunivano i cosiddetti "volenterosi" per discutere di programmi integrati di difesa comune, una domanda aleggiava nei corridoi delle cancellerie europee: Mosca può realmente permettersi di perdere questa guerra? La domanda, per quanto retorica, sottende un'analisi profonda sullo stato delle risorse russe, sull'usura delle sue forze armate e sulla tenuta del suo apparato industriale bellico, messo a dura prova dalle sanzioni internazionali nonostante la riconversione in economia di guerra.

Eppure, il Cremlino sembra aver scelto una strategia di logoramento che punta sulla stanchezza dell'Occidente, scommettendo sulle divisioni interne all'Unione Europea e su un possibile cambio di rotta della Casa Bianca in caso di ritorno di Donald Trump alla presidenza.

La risposta europea, concretizzatasi nel vertice parigino, è stata quella di accelerare sulla produzione di sistemi antimissile, non solo per fornire un ombrello all'Ucraina ma per gettare le fondamenta di uno scudo di protezione esclusivamente europeo, un'architettura difensiva che fino a ieri era considerata un'utopia e che oggi diventa una necessità impellente.

La rivoluzione dei droni e il rimpasto a Kiev

In questo contesto internazionale incandescente, la politica interna ucraina non è da meno. L'attenzione è puntata su una figura chiave del governo di Kiev, soprannominato 'Misha', il cui ruolo è diventato oggetto di un acceso dibattito. Privo di un background militare tradizionale, questo ministro, in carica solo dallo scorso gennaio, si è distinto per la sua precedente gestione della Trasformazione digitale, un incarico che ha saputo trasformare in un'arma letale contro l'invasore.

A lui, infatti, viene riconosciuta, persino dai suoi detrattori, la paternità della cosiddetta "rivoluzione dei droni", quell'ecosistema di velivoli senza pilota che ha permesso a Kiev di compensare l'inferiorità numerica e di fuoco rispetto alla Russia, colpendo con precisione chirurgica le retrovie nemiche e rivoluzionando i canoni della guerra moderna. Tuttavia, le riforme che lo stesso ministro ha iniziato ad avviare all'interno del comparto difesa sembrano aver innescato un forte attrito con l'apparato militare tradizionale, in particolare con il capo di stato maggiore Oleksandr Syrsky.

Quest'ultimo, un generale dal polso fermo, contesterebbe le modifiche strutturali proposte, ritenendole forse troppo accelerate o lesive delle gerarchie consolidate. Il risultato di queste frizioni sarebbe un rimpasto di governo predisposto direttamente da Zelensky, con la sorte del ministro della Difesa appesa a un filo, in bilico tra la necessità di innovare e quella di mantenere la coesione delle forze armate in un momento critico per il paese.

Nasce il Consorzio Bliksem EXO per la difesa europea

Le riunioni di Parigi, quindi, non si sono limitate a discutere di aiuti immediati per Kiev, ma hanno gettato le basi per un progetto di respiro ben più ampio e ambizioso. Alla base del vertice c'è la consapevolezza, ormai matura, che gli umori mutevoli della Casa Bianca hanno messo in forse la solidità della protezione garantita finora dagli Stati Uniti attraverso i sistemi Patriot e l'ombrello della Nato. La risposta europea non può più limitarsi a dichiarazioni di intenti, ma deve tradursi in progetti concreti e sovrani.

È in questo solco che si inserisce la nascita del Consorzio Bliksem EXO, un programma senza precedenti per lo sviluppo di un intercettore esoatmosferico di fascia alta. La partnership, che vede coinvolti colossi dell'industria aerospaziale e della difesa come Airbus Defence and Space, Destinus, MBDA Deutschland, Safran Electronics & Defense e Thales, mira a creare il primo sistema di difesa missilistico interamente europeo.

L'obiettivo è duplice: da un lato, fornire all'Ucraina gli strumenti per difendersi dagli attacchi balistici russi che hanno devastato le sue infrastrutture energetiche e le sue città; dall'altro, e forse più importante, cominciare a costruire uno scudo di protezione "casalingo" che renda il Vecchio Continente indipendente dalle forniture militari statunitensi, garantendo al contempo la piena interoperabilità con il sistema integrato di difesa aerea e missilistica della Nato (IAMD) e con l'iniziativa European Sky Shield.

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