Sgominati due clan della droga tra Sardegna e Nord Italia, 23 misure cautelari
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Redazione Interno
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All'alba di lunedì 15 dicembre, i carabinieri del Reparto territoriale di Olbia, in un'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, hanno dato esecuzione a un ampio blitz antidroga che ha portato all'emissione di 22 misure cautelari personali, divenute 23 nelle ore successive, a carico di altrettanti indagati. L'azione investigativa, che si è sviluppata su scala nazionale coinvolgendo le province di Sassari, Nuoro, Cagliari, ma anche Bergamo, Latina e Novara, ha impiegato reparti territoriali e unità specializzate per smantellare due organizzazioni criminali articolate, i cui traffici illeciti creavano un ponte tra l'isola e la penisola.
I provvedimenti e i curricula criminali
Il ventaglio dei provvedimenti disposti dall'autorità giudiziaria riflette la gravità delle accuse e i differenti ruoli all'interno dei clan: dieci sono le ordinanze di custodia cautelare in carcere, sei gli arresti domiciliari e cinque gli obblighi di dimora, che vanno a colpire soggetti già ampiamente noti alle forze dell'ordine. Tra loro, infatti, si annoverano individui con pesanti precedenti per reati di spiccata pericolosità sociale, quali il traffico internazionale di sostanze stupefacenti, il detenimento illegale di armi – alcune delle quali di tipo di guerra – e le rapine in banca, condotte con modalità violente e spregiudicate. Alcuni di costoro, poi, risultano legati a doppio filo a esponenti della 'ndrangheta, confermando quei collegamenti transnazionali che caratterizzano il crimine organizzato contemporaneo.
Il caso di Martino Contu
Tra le figure maggiormente in vista nell'inchiesta emerge quella di Martino Contu, 54 anni, originario di Bitti, il cui curriculum criminale si è ulteriormente arricchito. La sua ultima comparsa nelle cronache giudiziarie, infatti, risale allo scorso ottobre, quando venne condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione per aver fatto parte della rete che agevolò l'evasione, e la successiva latitanza, del boss Marco Raduano dal carcere di Badu ‘e Carros, avvenuta nel febbraio 2023. Quella condanna, che già segnava pesantemente la sua posizione, non ne ha interrotto le attività illecite, secondo quanto sostenuto dagli investigatori, che ora lo vedono coinvolto a pieno Titolo anche nelle intricate vicende di narcotraffico oggetto del maxi-blitz.
La portata transnazionale dell’operazione
L'operazione, il cui valore strategico risiede nell'aver reciso i fili di traffici che dalla Sardegna rifornivano il mercato del Nord Italia, dimostra come il contrasto al crimine organizzato richieda ormai una costante cooperazione interprovinciale e uno sguardo attento alle dinamiche che superano i confini regionali. La sinergia tra la Dda cagliaritana, i carabinieri di Olbia e gli altri reparti intervenuti nelle diverse regioni ha permesso di ricostruire un quadro complesso, dove ai tradizionali reati di spaccio si associano, in un intreccio preoccupante, attività di stampo mafioso, gestione di piantagioni di marijuana e un arsenale di mezzi letali. La vastità geografica degli arresti, che ha toccato sei province, sottolinea la capacità di penetrazione di queste organizzazioni e, al contempo, l'efficacia di una risposta investigativa altrettanto ramificata.




