Clan, il capo compra biglietti della lotteria per lavare denaro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Hanno contatti con le ricevitorie della zona, non perdono un biglietto vincente. Sono generosi, larghi di mano, usano metodi convincenti, tutt’altro che violenti. Sanno su quale tasto battere: quello economico. Quando qualcuno vince al botteglino, loro si fanno avanti e chiedono il biglietto vincente. Non si tratta di una rapina o di una estorsione, anzi, si tratta di un accordo tra pari, con tanto di regalo finale.

Dopo avere contato i soldi delle estorsioni accumulate fino a quel momento, circa 3500 euro, decidono di passare a chiedere il pizzo anche a un bar e a una concessionaria di auto. Dopo essersi messo in movimento in sella a uno scooter, incontra in strada la compagna e la figlia, una bambina, alla quale scherzando dice: “mò babbo ti porta a fare l’estorsione”.

Emerge anche questo raccapricciante episodio dall’ordinanza con la quale, su richiesta della DDA (sostituto procuratore Giuliano Caputo), il gip Isabella Iaselli ha disposto 53 misure cautelari (43 in carcere e 10 ai domiciliari) al termine di indagini della Direzione investigativa antimafia di Napoli (guidate dal capocentro Claudio De Salvo e dal direttore Michele Carbone) che hanno inferto un duro colpo oggi al clan di camorra degli Amato-Pagano.

Dal 2021 la reggenza del clan Amato-Pagano è stata assunta, sotto la direzione e il coordinamento di Debora Amato (figlia di Rosaria Pagano e Pietro Amato), da Gennaro Liguori (marito della nipote di Raffaele Amato, classe 1965), affiancato da Enrico Bocchetti (genero di Cesare Pagano) fino al suo arresto, e da Emanuele Cicalese (genero di Raffaele Amato, classe 1965) fino al suo trasferimento in Spagna

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