Sonia Bottacchiari e i figli all’estero: «Lasciateci in pace o spariremo»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Quando ha visto i carabinieri comparire sullo schermo del telefono, durante una videochiamata che non avrebbe mai voluto ricevere, Sonia Bottacchiari ha avuto un sussulto. «Noi stiamo bene qui, lasciateci stare»: sono state le sue prime parole, pronunciate con quella voce che alterna fermezza e tremore, raccontano fonti vicine alle indagini. C’erano lei, quarantanove anni, i suoi due figli – uno di sedici, l’altro di quattordici – e perfino i quattro cani. Tutti accampati in un luogo lontano dalle città, un angolo d’Europa che i tre hanno scelto come nuova dimora dal 21 aprile scorso, dopo aver caricato in fretta e furia la macchina con tende, zaini, walkie talkie, rotoli di filo da pesca e perfino sale per animali selvatici. Un equipaggiamento, quest’ultimo, che aveva fatto temere il peggio a chi seguiva la scomparsa, quasi fosse un dettaglio da manuale di sopravvivenza estrema. I militari li hanno rintracciati, ma il rifugio resta segreto. «Sonia ha paura», ha confidato chi l’ha sentita nelle ultime ore, e quella paura – a quanto pare – è direttamente collegata ai rapporti mai sopiti con l’ex marito.
Un enorme sospiro di sollievo, raccontano molti, si è diffuso da mezza Italia ieri alle 13.40: erano ventitré giorni che nessuno sapeva dove fossero madre e figli, da quando avevano lasciato la loro abitazione piacentina per quella che doveva essere una vacanza in campeggio in Friuli Venezia Giulia. A rompere il silenzio è stata la procuratrice Grazia Pradella, la quale ha voluto precisare subito – e la sottolineatura non è secondaria – che «non si intendono rendere pubblici ulteriori particolari». I tre, ha aggiunto, sono stati trovati «in buone condizioni di salute» e in «un contesto di adeguate situazioni alloggiative e, in generale, di vita». Nessuna parola, invece, sullo stato d’animo dei ragazzi: se abbiano seguito la madre per convinzione o per dovere, se abbiano sofferto l’assenza di contatti con l’altro genitore, se qualcuno di loro abbia mai tentato di farsi sentire. Su questi aspetti, per ora, cala il più rigido riserbo.
Sull’allontanamento, però, non si placa l’attenzione degli uffici giudiziari. Anche la Procura per i minorenni di Bologna, che ha competenza sull’Emilia-Romagna, si è attivata e ha già avviato verifiche autonome. Non si tratta di un dettaglio procedurale: l’ente si occupa di tutelare i minori quando emergono situazioni di potenziale vulnerabilità, e il fatto che due adolescenti siano stati tenuti lontani da scuola, da amici e da qualsiasi traccia digitale per oltre tre settimane costituisce un elemento che i magistrati vogliono valutare con attenzione. La famiglia piacentina – la donna risiede in un comune della provincia – aveva già avuto trascorsi complessi con l’ex marito, anche se al momento non risultano denunce per violenza depositate agli atti. Quel che si sa è che Sonia Bottacchiari ha agito da sola, programmando la fuga nei minimi dettagli: l’acquisto delle attrezzature, la scelta di spegnere i telefoni, l’attraversamento di un confine nazionale senza dare nell’occhio.




