Agenzia delle Entrate: arrivano i codici F24 per le nuove imposte su indennità e incrementi contrattuali
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Redazione Economia
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L’Agenzia delle Entrate ha definito gli strumenti operativi per l’applicazione delle nuove imposte sostitutive, varate con la Legge di Bilancio 2026, che interessano una serie di voci retributive dei dipendenti del settore privato. Con due distinte risoluzioni, emanate entrambe il 29 gennaio 2026, l’Amministrazione finanziaria ha istituito i codici tributo necessari per effettuare, attraverso il modello F24, i versamenti delle ritenute che i datori di lavoro sono chiamati ad applicare. Questi provvedimenti, di carattere tecnico ma dal forte impatto concreto, arrivano in concomitanza con il pagamento degli stipendi di gennaio, le prime buste paga che devono tenere conto del nuovo regime fiscale, imponendo quindi una immediata presa di visione delle novità da parte degli uffici amministrativi e dei consulenti del lavoro.
Imposta al 15% per lavoro notturno, festivo e indennità di turno
Con la risoluzione numero 2, l’Agenzia ha disciplinato il prelievo del 15% su una serie di emolumenti legati a orari e turni di lavoro particolari. Rientrano in questa fattispecie, come specificato nel testo, le maggiorazioni e le indennità corrisposte per lo svolgimento di attività notturne, per quelle prestate nei giorni festivi e in quelli di riposo settimanale, nonché le indennità di turno e altri emolumenti connessi al lavoro a turni. Si tratta, in buona sostanza, di tutte quelle voci che compensano il dipendente per un impegno che esula dalla normale fascia oraria diurno-feriale, le quali vengono ora assoggettate a un’imposta sostitutiva unica che va a rimpiazzare l’Irpef ordinaria e le relative addizionali regionali e comunali. La misura, che trova la sua base normativa nell’articolo 1 della legge di riferimento, si applica salvo che il lavoratore non opti per una esplicita e documentata rinuncia, circostanza che riporterebbe le somme nella tassazione ordinaria.
Il regime agevolato al 5% per gli aumenti da rinnovo contrattuale
Parallelamente, con la risoluzione numero 3, sono stati introdotti i codici per un’altra imposta sostitutiva, questa volta con aliquota ridotta al 5%. Tale prelievo riguarda specificamente gli incrementi retributivi che i dipendenti del settore privato percepiranno nel corso del 2026, a seguito della applicazione di rinnovi contrattuali che siano stati sottoscritti in un arco temporale ben preciso, compreso tra il primo gennaio 2024 e la fine del dicembre 2026. Anche in questo caso, il meccanismo sostitutivo – previsto dal comma 7 dell’articolo citato – si attiva in via automatica, a meno che il prestatore di lavoro non decida di rinunciarvi in forma scritta, preferendo quindi che l’aumento venga assoggettato al regime fiscale ordinario. L’obiettivo della norma è chiaramente quello di agevolare, attraverso un prelievo fiscale molto contenuto, la veloce erogazione dei benefici economici derivanti dalla contrattazione collettiva.
Le prime istruzioni operative per i datori di lavoro
La pubblicazione di queste risoluzioni coincide di fatto con le prime istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate rivolte ai datori di lavoro, chiamati a un adempimento non differibile visto che le nuove regole interessano già le retribuzioni di gennaio. La complessità della manovra, che frammenta la tassazione delle diverse componenti dello stipendio applicando aliquote sostitutive differenziate, rende cruciale una corretta classificazione delle voci in busta paga. Gli uffici dovranno quindi distinguere con precisione le somme soggette alla flat tax al 15%, quelle soggette al 5% e quelle che, invece, continuano a rientrare nel perimetro della tassazione progressiva ordinaria, operazione indispensabile per compilare accuratamente il modello F24 con i nuovi codici tributo appena istituiti.




