Stellantis, produzione in Italia crolla del 35,5%: è il dato peggiore dal 1956
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Redazione Economia
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La crisi produttiva di Stellantis in Italia non accenna a fermarsi, anzi, precipita verso livelli che non si registravano da settant’anni. Secondo i dati diffusi dalla Fim-Cisl, nel primo trimestre del 2025 il gruppo automobilistico ha prodotto appena 109.899 veicoli tra auto e furgoni, segnando un calo del 35,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un tracollo che, come sottolinea il sindacato, riporta indietro le lancette al 1956, quando l’industria automobilistica nazionale era ancora in fase di ricostruzione postbellica.
«Non ci aspettavamo un miglioramento, ma nemmeno un dato così negativo», ha dichiarato il segretario generale Ferdinando Uliano, evidenziando come il declino sia ormai strutturale. Le autovetture, in particolare, hanno subito una contrazione del 42,5%, mentre i veicoli commerciali, seppur in difficoltà, hanno retto leggermente meglio con un -24,2%. Un divario che riflette le crescenti difficoltà del mercato interno, sempre più orientato verso modelli elettrici e ibridi, settori in cui Stellantis fatica a competere con i rivali stranieri.
La relazione trimestrale della Fim-Cisl non lascia spazio a interpretazioni: il 2024 era stato definito «un anno nero», ma il 2025 si avvia a superarlo in negativo. Se nel primo trimestre dello scorso anno erano state prodotte 170.415 unità, oggi la cifra si è ridotta di oltre un terzo, toccando il minimo storico degli ultimi sette decenni. Un dato che, al di là delle fluttuazioni di mercato, solleva interrogativi sulla strategia industriale del gruppo, sempre più concentrato su produzioni all’estero a scapito degli stabilimenti italiani.
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