Il mercato auto europeo in crisi, l'Italia crolla a picco
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Redazione Economia
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A giugno, il mercato automobilistico europeo ha registrato un calo del 5,1%, con appena 1.243.732 nuove immatricolazioni, un dato che conferma le difficoltà del settore, ancora lontano dai livelli pre-pandemia. Sebbene il primo semestre del 2025 abbia visto una flessione più contenuta (-0,9%), il confronto con il 2019 rivela un divario preoccupante: -16,6% su base mensile e -19% sul semestre, segno che le conseguenze delle crisi globali continuano a pesare.
Tra i cinque principali mercati continentali, l’Italia si distingue in negativo, chiudendo giugno con un crollo del 17,4%, oltre tre volte superiore alla media Ue. Un dato che non lascia spazio a interpretazioni: il nostro Paese, già in affanno da mesi, arranca senza trovare una via d’uscita. Le cause sono molteplici, dall’incertezza economica alla lenta transizione verso le elettriche, che vede l’Italia indietro rispetto ai partner europei.
Proprio sul fronte delle auto ricaricabili, infatti, la Penisola mostra un ritardo strutturale: a giugno, la quota di mercato si è fermata al 13,2%, ben al di sotto di quella di Germania, Francia e altri Paesi dove gli incentivi e le infrastrutture hanno spinto più decisamente la domanda. Mentre altrove si accelera verso la mobilità sostenibile, da noi la strada è ancora in salita, complici politiche poco incisive e un’offerta che fatica a convincere i consumatori.
La situazione, del resto, riflette dinamiche più ampie. Se la Spagna ha contenuto le perdite (-3,2%) e la Francia ha fatto registrare un -4,5%, la Germania (-6,8%) conferma le sue difficoltà, seppur in misura meno marcata rispetto all’Italia. Un quadro disomogeneo, dunque, ma con un denominatore comune: il settore, che pure aveva mostrato timidi segnali di ripresa, non riesce a tornare ai volumi di un tempo.




