La procura di Biella chiede l'archiviazione per molestie: "Sotto il seno non è zona erogena", la vittima si oppone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è la prima volta che i confini del consenso e della molestia si infrangono contro gli scogli di un tecnicismo giuridico, ma il caso approdato ieri dinanzi al giudice Adriano Bollani, nel palazzo di giustizia di Biella, rischia di lasciare un segno indelebile nel dibattito sulla tutela delle lavoratrici.

Al centro della vicenda, una richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Dario Bernardeschi, che ha sollevato un polverone giudiziario destinato a tenere banco oltre le aule del tribunale; la difesa della presunta vittima, una ragazza di ventisei anni affetta da sclerosi multipla e dipendente di un lanificio biellese da circa tredici anni, ha invece presentato opposizione, chiedendo che il caso venga invece sottoposto al vaglio di un processo penale vero e proprio.

Il distinguo del pm

Il fulcro dell'intera querelle, che ha assunto i contorni di una questione quasi filosofica prima ancora che giuridica, risiede in un passaggio cardine della proposta di archiviazione formulata dalla procura; secondo il magistrato, gli atti investigativi non avrebbero fornito una

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