L’atomica degli ayatollah e il dialogo tra due debolezze: Usa e Iran riaprono la partita nucleare

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre le diplomazie di Washington e Teheran definiscono "costruttivo" il clima emerso dal vertice di Roma, la partita sul programma nucleare iraniano entra in una fase delicata, con un nuovo round di colloqui previsto in Oman sabato prossimo. L’Oman, da tempo mediatore discreto tra le parti, ospiterà il terzo incontro in pochi giorni, segnale che le trattative – seppur indirette – potrebbero aver superato lo stallo degli ultimi mesi.

A confermare l’importanza del ruolo italiano è stato lo stesso ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che nella serata di ieri ha aggiornato il vicepremier Antonio Tajani sui dettagli dei negoziati. «Abbiamo un approccio responsabile», ha commentato Tajani, sottolineando come l’Italia, «capitale di pace», si sia trasformata in un crocevia diplomatico. Non a caso, la Farnesina – che solo due giorni fa ospitava la messa per la settimana santa – è diventata il teatro di un dialogo che, seppur faticoso, prova a scongiurare una nuova crisi internazionale.

Sul fronte tecnico, Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell’Aiea, ha espresso cauto ottimismo: «L’intesa è più vicina, ma servirà un monitoraggio rigoroso». Parole che riflettono la complessità di un dossier in cui la distanza tra le parti rimane significativa. Teheran insiste sul diritto a sviluppare energia nucleare per scopi civili, mentre Washington e i suoi alleati temono il riarmo atomico degli ayatollah, soprattutto dopo le recenti escalation regionali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.