OpenAI allenta i limiti di ChatGPT Work e Codex: niente più finestra delle 5 ore (per ora)

OpenAI allenta i limiti di ChatGPT Work e Codex: niente più finestra delle 5 ore (per ora)
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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   OpenAI ha deciso di modificare, almeno in via temporanea, uno degli aspetti più rigidi dell'esperienza d'uso per gli abbonati a ChatGPT Work e Codex. L'azienda ha annunciato la rimozione della finestra di utilizzo di 5 ore, un limite che finora imponeva un'interruzione forzata delle sessioni prolungate, e ha contestualmente reso più efficiente il funzionamento del modello di punta GPT-5.6 Sol, in modo da garantire una maggiore durata del plafond di utilizzo a parità di attività svolta.

Le novità, comunicate il 13 luglio 2026 dal product manager Thibault Sottiaux attraverso il suo account sulla piattaforma X, arrivano a pochi giorni dal debutto della nuova famiglia di modelli GPT-5.6 e interessano in particolare gli utenti dei piani Plus, Business e Pro.

Addio al limite orario, ma non ai vincoli totali

La modifica più significativa riguarda il funzionamento pratico dei limiti d'uso: se in precedenza una finestra mobile di 5 ore poteva interrompere una sessione di lavoro anche quando l'account non aveva ancora raggiunto il tetto massimo settimanale di utilizzo, ora questa barriera è stata rimossa.

L'azienda ha precisato che si tratta di una sospensione temporanea e che il limite settimanale complessivo rimane in vigore, così come le regole sul fair use e le protezioni contro abusi del sistema; questo significa che, una volta esaurito il proprio plafond settimanale, potrebbe comunque essere necessario acquistare crediti aggiuntivi per continuare a utilizzare i servizi. Non si tratta quindi di un accesso illimitato, ma di una maggiore flessibilità e continuità per le sessioni più lunghe e complesse.

Efficienza e reset delle quote per rispondere al boom di utenti

A sostenere questa scelta, che in apparenza potrebbe apparire rischiosa per la redditività del servizio, c'è un miglioramento dell'efficienza del modello GPT-5.

6 Sol, il quale a quanto pare è in grado di svolgere i medesimi compiti consumando una quantità inferiore di token e risorse di calcolo; si parla di un incremento dell'efficienza nei compiti di programmazione pari a circa il 54% rispetto alla generazione precedente, il che rende meno onerosa per OpenAI la maggiore libertà concessa agli utenti, e allo stesso tempo rende il plafond di ciascun abbonato più "resistente" nel tempo.

Per accompagnare le modifiche, OpenAI ha anche resettato i contatori di utilizzo per tutti gli utenti di ChatGPT Work e Codex, che hanno ormai superato i sei milioni di utenti attivi, fornendo di fatto una ricarica immediata del credito a chi aveva già consumato la propria quota nelle ore precedenti l'annuncio.

L'Agente AI entra in ufficio: la visione di Key2people

In un contesto in cui strumenti come ChatGPT Work, pensato per un uso professionale autonomo, diventano sempre più pervasivi, il dibattito sul ruolo dell'Intelligenza Artificiale negli ambienti di lavoro si fa più acceso. Cristina Calabrese, amministratore delegato di Key2people, società italiana di executive search che nel 2025 ha registrato un fatturato di 20,7 milioni di euro, ha paragonato l'arrivo di questi Agenti AI all'ingresso in azienda di un nuovo collega, non umano, con cui sarà necessario imparare a relazionarsi.

La manager ha sottolineato come l'Agentic AI stia introducendo una dinamica paragonabile all'aggiunta di un'intera generazione in ufficio, un elemento che impone alle aziende di investire in formazione e in un nuovo umanesimo, per definire con chiarezza i confini tra le attività gestite dalla macchina e quelle rimesse alle persone, in un'ottica di leadership condivisa.

Le condizioni d'uso e la gestione dei dati

Le recenti modifiche ai limiti d'uso si inseriscono in una politica più ampia di OpenAI che, pur allentando le maglie per gli abbonati, mantiene un controllo stringente sulle modalità d'uso e sulla gestione dei dati.

Secondo quanto indicato nei termini di servizio e nella documentazione ufficiale, per i servizi individuali come ChatGPT e Codex, l'azienda si riserva la possibilità di utilizzare i contenuti delle conversazioni per addestrare e migliorare i propri modelli, a meno che l'utente non eserciti attivamente il diritto di opt-out, sebbene per i clienti business e per l'API l'opzione di default preveda che i dati non vengano impiegati a tale scopo.

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