I nipoti di Ornella Vanoni, i suoi tesori, danno l'ultimo saluto alla nonna
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Milano ha salutato Ornella Vanoni con una giornata di pioggia e di lutto cittadino, un addio in cui il freddo di Brera sembrava unirsi al cordoglio collettivo per una voce che non canta più. Sotto una distesa di ombrelli, fuori dalla chiesa di San Marco, e tra le sue volte affrescate, una folla silenziosa e numerosa ha atteso il momento per un ultimo saluto, dimostrando come nelle sue canzoni, come qualcuno ha ricordato, ci fossero le vite di molti. L’atmosfera, nonostante il dolore, ha evitato quella fretta che spesso accompagna gli appuntamenti con la morte, trasformando il commiato in un momento di raccoglimento profondo, quasi a voler addomesticare il dolore attraverso il ricordo di una vita vissuta all’insegna della musica e delle relazioni autentiche.
I ricordi personali di Matteo e Camilla
A dare una dimensione più intima e familiare alla cerimonia sono stati i nipoti dell’artista, Matteo e Camilla Ardenzi, che per tutti erano i «tesori» di una nonna orgogliosa. Poco più che ventenni, sono stati loro, in chiesa, a stringere le mani e a ricevere gli abbracci degli amici di una vita, da Lavezzi a Vecchioni, senza dimenticare quelli più recenti, a testimonianza di una donna capace di costruire legami sempre nuovi. Camilla ha scelto di omaggiare la nonna cantando «Senza fine», mentre Matteo ha restituito un’immagine privata e toccante, ricordando come la Vanoni, con il suo carattere forte, «minacciava di diseredarmi quando fallivo un esame», un aneddoto che svela un affetto familiare fatto di complicità e di sfide quotidiane, lontano dai riflettori del palcoscenico.
Gli omaggi della città e degli amici
La città di Milano, che per Ornella era casa, ha risposto con un tributo sentito, dove le corone di fiori si mescolavano ai messaggi di affetto. Fra questi, spiccava quello di un artista con cui aveva infranto le barriere generazionali, il quale ha citato le parole «La morte non è niente», quasi a voler sottolineare come la sua voce sarebbe rimasta un compagno fedele. L’amico Paolo Stella, attore e scrittore, ha condiviso sui social due post commossi, rievocando persino il suo ultimo messaggio in segreteria telefonica, un dettaglio che racchiude tutta la struggente normalità di un rapporto interrotto.
Un'eredità di contrasti e di emozioni
Sorrisi e lacrime hanno caratterizzato l’ultimo saluto, in un contrasto di emozioni che ha sempre definito la sua arte e la sua personalità. Quella stessa capacità di esprimere sentimenti dissimili eppure vicinissimi è emersa con forza durante la cerimonia, mentre la sua voce, risuonando in un teatro della città, sembrava educare al ricordo e alla vita. La folla che sfilava, ascoltando quelle note, ha dato la sensazione di un addio collettivo che non era una fine, ma piuttosto l’inizio di una nuova canzone da cantare insieme, un testamento emotivo per una donna magica che ha segnato il suo tempo.




