Zelensky accusa Mosca di sabotare i negoziati, mentre un missile uccide una bambina a Zaporizhia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre le diplomazie di Kiev e Mosca si preparano a un nuovo round di colloqui a Istanbul, le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky lasciano poco spazio all’ottimismo: «La Russia fa di tutto per far fallire il prossimo round di negoziati». Una posizione che contrasta con quella del Cremlino, il quale, attraverso fonti vicine al governo, assicura che «saremo a Istanbul con il memorandum», senza però chiarire quali siano le reali intenzioni dietro questa apparente disponibilità al dialogo.

Intanto, la guerra continua a mietere vittime innocenti. Nella regione di Zaporizhia, un attacco missilistico russo ha distrutto una casa nel villaggio di Dolynka, uccidendo una bambina di 9 anni e ferendo gravemente un sedicenne. «Diverse altre abitazioni sono state danneggiate dall’onda d’urto», ha denunciato il governatore Ivan Fedorov su Telegram, in un post ripreso da «The Kyiv Independent». Un episodio che, come molti altri, rischia di rimanere sullo sfondo di una crisi internazionale sempre più complessa, dove le dichiarazioni ufficiali nascondono giochi di potere ben più intricati.

Sul piano militare, le mosse di Mosca appaiono sempre meno ambigue. Dopo aver riorganizzato le forze di terra e il consiglio di sicurezza, Vladimir Putin ha ribadito l’intenzione di estendere il controllo russo su ulteriori oblast ucraini, tra cui Sumy, Chernihiv e Odessa, con l’obiettivo dichiarato di creare una buffer-zone a protezione dei territori già annessi. Una strategia che, se portata a termine, comporterebbe non solo l’occupazione di vaste aree del Paese, ma anche una sostanziale neutralizzazione dell’Ucraina come stato sovrano.

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