Elena Curtoni vince il superG in val di Fassa, terza Asja Zenere: per l’Italia un’altra domenica da incorniciare

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La val di Fassa si conferma il teatro di un sogno a cielo aperto per lo sci alpino femminile italiano, un palcoscenico sul quale le azzurre stanno recitando una parte da assolute protagoniste. Dopo le due discese libere che avevano regalato l’ebbrezza del primo, storico successo a Laura Pirovano, è stata Elena Curtoni a raccogliere il testimone e a scrivere un’altra pagina di questa favola collettiva. La 35enne di Morbegno, con una prestazione che sa di riscatto e di liberazione, ha vinto il supergigante di Coppa del Mondo, imponendo il proprio passo su una pista che sembra cucita addosso alle qualità delle italiane. Curtoni, scesa con il pettorale numero 8, ha fermato il cronometro su un tempo di 1'29"07, una referenza cronometrica che nessuna delle sue inseguitrici è poi riuscita a scalfire, regalandole il quarto sigillo in carriera nel circuito, il primo dopo un digiuno che durava dal dicembre del 2022, quando vinse la discesa di Sankt Moritz.

A completare un quadro di straordinario livello per la squadra italiana ci ha pensato Asja Zenere, autentica rivelazione di questa domenica di sport e di festa. La 29enne di Bassano del Grappa, partita con il pettorale numero 33 e con un curriculum che in supergigante non raccontava exploit di questa portata, ha infilato una discesa perfetta, aggressiva e pulita, tagliando il traguardo con il tempo di 1'29"34. Un crono che, complice il ritardo di un solo centesimo sulla norvegese Kajsa Vickhoff Lie (seconda a 26 centesimi dalla Curtoni), le è valso il terzo gradino del podio, il primo della sua carriera in Coppa del Mondo, una gioia inaspettata che assume i contorni di una favola personale, resa ancora più dolce dalle difficoltà fisiche che l’avevano tormentata nei giorni precedenti.

La rimonta di Curtoni e la gesta di Zenere, il giorno perfetto dello sci azzurro

La vittoria di Elena Curtoni arriva al termine di un periodo complicato, costellato di prestazioni opache e di dubbi che, inevitabilmente, iniziano a insinuarsi nella testa di un’atleta quando i risultati tardano ad arrivare. La stessa Curtoni, intervistata al termine della gara, ha raccontato con sincerità la fatica di questi anni, sottolineando come la consapevolezza di potercela fare non basti mai quando la realtà dei fatti continua a rimandare il momento del riscatto. Ecco perché questa affermazione, colta in una giornata simbolica come quella dedicata alle donne, assume un sapore speciale: la sciatrice valtellinese ha saputo aspettare, ha continuato a crederci, e alla fine è riuscita a dare un senso a tutta la sua perseveranza, sciando con una determinazione e una pulizia di tratto che hanno messo in fila avversarie ben più in forma.

Dall’altra parte del podio, la storia di Asja Zenere è forse ancora più emblematica. Pensare che fino a pochi giorni fa faticava a camminare, come lei stessa ha raccontato, per un infortunio al ginocchio rimediato a Soldeu, e ritrovarsi in pochi giorni sul podio iridato ha dell’incredibile. La sua terza piazza, ottenuta per un soffio ai danni della francese Romane Miradoli e della neozelandese Alice Robinson, quarte a pari merito, è il premio alla caparbietà e alla capacità di non arrendersi mai, neanche quando il dice di no. Con questo risultato, Zenere si regala un posto al sole in una classifica che non l’aveva mai vista così in alto, lasciando intravedere un futuro che, fino a ieri, sembrava solo un’ipotesi remota.

Le altre azzurre e la volata per la coppa di specialità

Nel giorno del trionfo di Curtoni e della sorpresa Zenere, le altre atlete italiane non hanno sfigurato, anzi, hanno contribuito a costruire una classifica di squadra che parla chiaro: Laura Pirovano, reduce dalle due gioie consecutive in discesa, ha chiuso all’ottavo posto, confermandosi atleta solida e competitiva anche in supergigante. Più staccata, nona, è giunta Sofia Goggia, che ha pagato qualche incertezza di troppo lungo il tracciato e un feeling mai del tutto trovato con la pista fassana in questa tre giorni. Per Goggia, nona a 64 centesimi, c’è comunque un aspetto positivo da tenere in considerazione: il vantaggio nella classifica di specialità del supergigante su Alice Robinson, quarta oggi, si è ridotto a 63 punti, rimandando l’assegnazione della coppetta di cristallo all’ultima gara in programma a Lillehammer.

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