Colombia respinge voli con migranti, Trump minaccia sanzioni
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Redazione Esteri
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In un acceso confronto diplomatico, la Colombia ha respinto due voli militari statunitensi con a bordo 73 migranti clandestini, provocando una reazione immediata da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La decisione del presidente colombiano Gustavo Petro, primo leader di sinistra del Paese e alleato del brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, è stata motivata dalla volontà di trattare i migranti con dignità e rispetto, come ha dichiarato su X, il social network precedentemente noto come Twitter.
Petro ha sottolineato che "un migrante non è un delinquente e deve essere trattato con la dignità che un essere umano merita", facendo riferimento alle immagini, diffuse dalla Casa Bianca, che mostrano i migranti rimpatriati con catene alle mani e ai piedi. Questa presa di posizione ha portato il presidente colombiano a ordinare il ritorno degli aerei militari statunitensi, carichi di migranti colombiani, verso gli Stati Uniti.
La risposta di Trump non si è fatta attendere: l'ex presidente ha minacciato di imporre dazi doganali del 25% sulle esportazioni colombiane, oltre a revocare visti e imporre restrizioni sui viaggi, colpendo il sistema finanziario e bancario di Bogotà. Le tensioni tra i due Paesi sono aumentate rapidamente, con la Colombia che ha ribadito la propria posizione di non accettare migranti rimpatriati in condizioni disumane.
Questo episodio rappresenta un ulteriore capitolo nella complessa relazione tra Stati Uniti e Colombia, caratterizzata da frequenti divergenze politiche e diplomatiche.




