La Dottrina della fede chiarisce i titoli mariani: sì a "Madre del popolo fedele", no a "Corredentrice"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un intervento, quello del Dicastero per la Dottrina della fede, che raccoglie dubbi e proposte giunti alla Santa Sede nel corso degli ultimi decenni, con l’obiettivo di chiarire una volta per tutte quali titoli, tra i molti attribuiti a Maria, siano appropriati per una comprensione armoniosa del messaggio cristiano. La Nota, approvata il 7 ottobre del 2025 nella ricorrenza della Beata Vergine Maria del Rosario e firmata dal cardinale prefetto, si pone come un atto di cura per la fede del popolo di Dio, intendendo regolare una devozione che, sebbene costituisca un tesoro inestimabile per la Chiesa, necessita di essere orientata per evitare fraintendimenti dottrinali.

Tra le definizioni che la Nota indica come inopportune, e che pertanto «devono essere evitati», spicca in particolare quello di “Corredentrice”, giudicato inappropriato poiché non favorirebbe un’adeguata comprensione dell’insieme della Rivelazione. Allo stesso modo, viene sconsigliato l’utilizzo del titolo di “Mediatrice di tutte le grazie”, il quale, sebbene abbia una sua tradizione teologica, rischierebbe di offuscare la mediazione unica e insostituibile di Cristo. Si tratta di una presa di posizione netta, la quale, pur non negando la speciale cooperazione di Maria all’opera della salvezza, intende preservare la centralità assoluta della figura del Redentore, senza la quale ogni altra mediazione perderebbe di significato.

Accanto ai divieti, il documento offre un’alternativa positiva e fortemente simbolica, approvando e promuovendo l’uso del titolo “Mater Populi fidelis”, ovvero “Madre del popolo fedele”. Questo appellativo, che è stato al centro della conferenza stampa di presentazione presso la Curia Generalizia dei Gesuiti, vuole sottolineare la vicinanza di Maria ai credenti, presentandola non come una figura distante e irraggiungibile, bensì come una di loro, partecipe dei loro sentimenti e delle loro difficoltà. Una madre, dunque, che aiuta ad aprire il cuore alla grazia divina, senza mai sostituirsi a Colui che ne è la fonte primaria e unica.

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