Palio di Siena, Aceto si sfoga su Tittia: paragoni con Maradona e Messi
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Redazione Sport
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Il Palio di Siena torna al centro dell’attenzione dopo le dichiarazioni di Andrea Degortes, conosciuto come Aceto, che a ridosso degli ultimi eventi racconta uno stato d’animo segnato da nervosismo e distanza dal confronto pubblico. Nel contesto del Palio di Siena, il fantino spiega infatti: «Ho staccato il telefono, non voglio parlare di Palio oggi. Sono nervoso, mi sento così». Parole che arrivano mentre cresce l’interesse attorno a Giovanni Atzeni detto Tittia, vincitore con la contrada dell’Aquila del suo dodicesimo Palio e sempre più vicino ai numeri storici di Aceto, che nel suo percorso conta 14 vittorie complessive in Piazza del Campo, con l’ultima datata 3 luglio 1992.
Le dichiarazioni di Aceto e il confronto con Tittia
Nel racconto che emerge dalle dichiarazioni, Aceto ribadisce più volte il proprio fastidio nel tornare a parlare di Palio, arrivando a sottolineare: «Sono arrabbiato». Il riferimento diretto a Tittia, indicato come sempre più centrale nelle dinamiche della corsa, si accompagna a una valutazione netta sulla situazione in Piazza del Campo, dove secondo lui «Tittia ha tutto in mano». Non manca anche un passaggio critico sulla mossa, definita «da annullare», che aggiunge tensione al quadro complessivo delle sue parole. In questo contesto, il confronto tra generazioni di fantini viene sintetizzato con un paragone esplicito: «Io come Maradona. Tittia al massimo sarà Messi».
Il confronto generazionale tra Aceto e Tittia viene letto anche attraverso i numeri, con il fantino 41enne contrapposto ai 82 anni di Degortes e alle sue 14 vittorie complessive, ultima delle quali risalente al 3 luglio 1992 su Galleggiante con il giubbetto dell’Aquila. Proprio quell’esperienza, ancora oggi richiamata, si intreccia con il presente dominato da Tittia, vincitore per la dodicesima volta e protagonista di una carriera definita dominante, anche nel pagellone del Palio di luglio 2026 che gli assegna dieci e lode per una corsa senza incertezze.
Il pagellone e la festa a Nurri dopo il Palio
Il racconto del Palio di luglio 2026 si arricchisce anche del giudizio espresso nel pagellone, dove Giovanni Atzeni detto Tittia riceve un dieci e lode per una carriera dominata dal primo giorno fino all’ultimo secondo. Nel testo emerge la critica verso chi considerava la corsa meno scontata, definendo invece il fantino uno “strafavorito” capace di non lasciare spazio agli avversari. La vittoria con la contrada dell’Aquila viene così inserita in una narrazione di controllo totale della gara, senza incertezze né momenti di reale equilibrio.
Intorno alla vittoria si sviluppa anche la cosiddetta “Titti-mania” nel paese di Nurri, nel Sarcidano, dove la serata del 3 luglio diventa un momento di festa collettiva davanti ai televisori. Dopo il successo ottenuto a Siena, il paese esplode in un’esultanza condivisa che prosegue fino a tarda notte, con una partecipazione diffusa che accompagna il dodicesimo Palio vinto da Tittia. L’eco della gara si riflette così anche fuori da Piazza del Campo, trasformando il risultato in un evento seguito e celebrato a distanza.




