Palio di Siena, Tittia e Diodoro dominano: all’Aquila il trionfo dopo 34 anni

Palio di Siena, Tittia e Diodoro dominano: all’Aquila il trionfo dopo 34 anni
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo un digiuno che si protraeva da oltre tre decenni, la Nobile Contrada dell'Aquila è tornata a issare il Drappellone al cielo di Piazza del Campo, grazie a una prova di straordinaria autorità firmata da Giovanni Atzeni, detto Tittia, e dal cavallo Diodoro. L’edizione 2026 del Palio di luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano e disputato eccezionalmente venerdì 3 luglio a causa del rinvio per maltempo, ha così regalato alla contrada di via del Casato il suo venticinquesimo successo storico, interrompendo un’attesa che durava esattamente dal lontano 3 luglio 1992.

In quell’occasione, fu il mitico Andrea Degortes, detto Aceto, a far esplodere la gioia dei contradaioli in sella a Galleggiante; oggi, a scrivere una nuova pagina di storia ci ha pensato Tittia, che con questa affermazione raggiunge la quota di dodici trionfi personali in carriera, avvicinandosi pericolosamente al primato assoluto di Aceto, fermo a tredici.

Una carriera dominata dall'inizio alla fine

La corsa, che ha preso il via dopo le 19.30 al termine del tradizionale Corteo Storico, non ha praticamente avuto storia. Dopo una fase di mossa complessa, caratterizzata da tre tentativi prima dell’abbassamento del canape, Tittia è stato il più rapido a interpretare la partenza, portando immediatamente Diodoro al comando e affrontando per primo la temibile curva di San Martino. Da quel momento, l’accoppiata favorita della vigilia non ha più ceduto la leadership, gestendo il vantaggio con sicurezza e tenendo a debita distanza gli inseguitori, tra cui spiccava la Civetta con Giuseppe Zedde.

La superiorità del castrone baio di sette anni, già vincitore l’anno precedente con l’Oca, è emersa in tutta la sua evidenza nel corso dei tre giri, consentendo a Tittia di tagliare il traguardo in solitaria e di regalare all’Aquila la tanto agognata rivincita sul destino.

L'analisi e il record di Tittia

Per Giovanni Atzeni, fantino sardo-tedesco nato a Nagold, si tratta della dodicesima affermazione alla quarantaduesima Carriera disputata, un bottino che lo consacra come il fantino più vincente in attività e che lo pone a un solo passo dal recordman assoluto. A sottolineare la grandezza della prestazione ci ha pensato anche il capitano del Drago, Jacopo Gotti, il quale ha dichiarato senza mezzi termini che solo Tittia poteva vincere una Carriera di tale intensità e difficoltà.

La sua capacità di gestire la pressione e di controllare l’evento fin dalla mossa è stata determinante, ancor più se si considera la lunga attesa prima della partenza e la presenza di quattro cavalli scossi, quelli di Torre, Bruco, Drago e Giraffa, che hanno completato la gara senza fantino in sella.

La festa dell'Aquila e il futuro del Palio

Al termine della corsa, l’esplosione di gioia del popolo dell’Aquila ha invaso le strade della contrada, accompagnando in trionfo Tittia e Diodoro fino alla Collegiata di Santa Maria in Provenzano per il tradizionale omaggio alla Madonna. Per la contrada, che era definita la “nonna” del Palio per il digiuno più lungo, l’attesa è terminata nel modo più dolce, con una vittoria che cancella 34 anni di ricordi amari e riporta il Drappellone giallo-oro nel cuore della città.

L’edizione del 2026 resterà inoltre nella memoria per un dato meteorologico: per la prima volta nella storia, il Palio di luglio è stato rinviato per tre anni consecutivi a causa della pioggia, un segnale che conferma come le condizioni atmosferiche stiano incidendo sempre più regolarmente sullo svolgimento della tradizionale Festa senese.

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