Napoli, la Champions si allontana: a Copenaghen solo un pareggio che vale poco
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Redazione Sport
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Un punto solo, che sa di beffa più che di salvagente, è quanto il Napoli si è portato a casa dalla trasferta in Danimarca, in una serata che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto rappresentare un decisivo punto di svolta. Il pareggio per 1-1 contro il Copenaghen, infatti, non basta affatto agli azzurri, i quali, dopo aver condotto per gran parte dell’incontro, hanno progressivamente smarrito il controllo del gioco, permettendo agli avversari di riacciuffare il risultato in un secondo tempo opaco e privo di mordente. Una prestazione a due facce, quella della squadra di Antonio Conte, che ha lasciato strascichi di amarezza e rabbia, come ha sottolineato con franchezza il giornalista Paolo Del Genio in un’accorata analisi televisiva: “Se le premesse sono quelle di una gara importante, la più importante dell’anno, e poi nel secondo tempo ci mettiamo la copertina e ci addormentiamo, allora le due cose non vanno nella stessa direzione”. Un giudizio severo, ma che riflette la percezione di un’occasione clamorosamente sprecata, con la squadra che non è riuscita a gestire il vantaggio né a comprendere, fino in fondo, l’enorme posta in gioco.
La rabbia del mister e la classifica che stringe
La stessa amarezza traspare dalle parole dell’allenatore, il quale, senza cercare alibi, ha puntato il dito contro l’approccio sbagliato dei suoi. “Siamo arrabbiati con noi stessi perché non abbiamo capito l’importanza della posta in palio”, ha dichiarato Conte, evidenziando una fragilità mentale che rischia di diventare fatale in una competizione senza pietà come la Champions League. Il passo falso danese, infatti, ha lasciato il Napoli in una posizione estremamente precaria: con 8 punti e una posizione di rango non elevato in classifica, la qualificazione matematica per la Top 8 è ormai un miraggio. L’obiettivo minimo e immediato si è ridotto al tentativo di aggrapparsi almeno ad un posto utile per i playoff, ovvero rimanere tra le prime ventiquattro, ma il margine di manovra è diventato sottilissimo, quasi impercettibile.
Il pericolo delle inseguitrici e l'ultimo appuntamento
Alle spalle degli azzurri, infatti, incombono minacciose altre squadre – come il Qarabag, il Benfica, il Pafos e l’Union Saint-Gilloise – le quali, avendo tutte ancora partite da recuperare, potrebbero facilmente scalzare il Napoli dalla zona che garantisce l’accesso ai turni successivi. La situazione, già di per sé complessa, obbliga dunque la squadra ad una riflessione profonda sulla propria condizione, mentre l’ambiente inizia a mostrare segni di nervosismo. Alcuni tra i tifosi interpellati dopo la partita hanno espresso giudizi duri ma realistici, come quello di un supporter che ha osservato: “Per come stiamo giocando adesso non meritiamo di andare avanti in Champions”. Una presa di coscienza che suona come un monito per una squadra che sembra aver perso il passo al momento più delicato.
Tutto rimandato allo scontro con il Chelsea
Ora, ogni calcolo e ogni speranza si concentrano sull’ultimo, decisivo appuntamento del girone, in programma tra pochi giorni. Al Napoli non resta altra strada che tentare l’impresa di battere il Chelsea, una delle squadre più forti del panorama continentale, e al tempo stesso incrociare le dita affinché gli altri risultati giochino a proprio favore. Una combinazione di fattori sulla quale è pericoloso fare affidamento, considerando anche le assenze e gli infortuni che affliggono la rosa. L’impressione generale è che, nonostante il potenziale tecnico indubbio della squadra, sia mancata la freddezza e la determinazione necessarie in queste gare, quelle in cui si decide il destino di un’intera stagione. Il rischio concreto è che il cammino europeo, iniziato con ambizioni ben più alte, si concluda prematuramente proprio all’ultimo scoglio, lasciando solo rimpianti per un’occasione che, a Copenaghen, è sfumata tra le mani.




