Un pareggio che brucia: il Napoli spreca una vittoria chiave in Champions contro il Copenaghen

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La delusione, dopo la partita di Champions League giocata in terra danese, è palpabile e la rabbia costituisce un sentimento altrettanto legittimo, come non ha mancato di sottolineare con amarezza Antonio Conte. Il tecnico, pur riconoscendo le difficoltà che hanno costellato la preparazione e la stessa gara, non ha nascosto la propria frustrazione per un risultato che equivale a una sconfitta, considerando le circostanze in cui si è consumato. “Io penso che ci debba essere delusione”, ha esordito, “perché è una partita che si era messa nelle migliori condizioni per essere vinta e fare uno step in avanti”. Un concetto, questo, che ha ribadito con forza: “Queste sono partite che devi vincere”, ha rimarcato, sottolineando come la squadra abbia dimostrato per la quarta volta consecutiva di fare fatica in trasferta nella massima competizione europea.

Il dominio non sfruttato e l'errore fatale

Il primo tempo, in effetti, era sembrato preludere a una serata diversa, con un Napoli capace di esprimere un controllo pressoché totale del gioco e di andare in vantaggio. La situazione sembrava poi volgere definitivamente a favore degli azzurri quando il Copenaghen è stato costretto a continuare in dieci uomini. Eppure, invece di chiudere l'incontro, la squadra di Conte ha vissuto una ripresa nebulosa, caratterizzata da qualche cambio forse troppo affrettato – come nel caso di Vergara, che si stava esprimendo positivamente – e dalle solite amnesie difensive. È proprio da una di queste che è arrivato il rigore fatale, concesso per un'ingenuità di Buongiorno, che ha consentito agli avversari di pareggiare nonostante la inferiorità numerica.

Le attenuanti e una cruda ammissione

“Potremmo avere mille attenuanti”, ha ammesso Conte, riferendosi probabilmente al lungo elenco di infortuni che continua a tormentare il gruppo, “ma oggi non vanno bene”. Una constatazione realistica, che però non serve a lenire il rammarico per un’opportunità concretissima andata persa. “Non esiste né in cielo né in terra”, ha aggiunto con visibile disappunto, “che il Copenaghen riesca a pareggiare, quando sappiamo l’importanza di questa partita”. Una riflessione che lo ha portato a un'ammissione altrettanto cruda: “Forse non siamo da Champions”, ha dichiarato, ponendo una questione che ora pesa come un macigno sul futuro europeo della squadra.

La strada obbligata per la salvezza

Le conseguenze di questo passo falso sono immediate e gravose, come ha fatto notare il commento del giornalista Enrico Varriale, il quale ha definito l'epilogo una “beffa” per il Napoli. Con il pareggio, infatti, la corsa agli ottavi di finale si complica in maniera significativa. La speranza di proseguire il cammino ora dipende da un’ultima, decisiva, prova: “Ora solo una vittoria col Chelsea”, ha scritto Varriale, “può tenere la squadra di Conte nella Champions”. Uno scenario che trasforma l’imminente scontro con i londinesi in un vero e proprio esame, l'ultima chiamata per evitare l’uscita anticipata da un torneo in cui, nonostante tutto, il Napoli aveva dimostrato di poter competere.

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