Fumo negli occhi a Copenaghen, il Napoli spreca un uomo in più e lascia passare il turno in bilico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una serata che doveva rappresentare il trampolino per gli spareggi si è trasformata, nel gelo scandinavo, in un'amara prova di fragilità. Contro il Copenaghen, formazione che ha faticato non poco a esprimere un gioco organizzato, il Napoli è riuscito nell'impresa di non vincere nonostante un vantaggio di gol e di uomini, dopo l'espulsione diretta subita da Delaney per un fallo su Lobotka. L'occasione, per dirla senza mezzi termini, è stata sprecata in modo clamoroso, e il pareggio per 1-1 consegna agli azzurri un futuro europeo tutto da scrivere nell'ultimo, decisivo, scontro con il Chelsea. Una circostanza che rende vano ogni possibile alibi, compreso il lunghissimo elenco di assenti che costringe il tecnico Antonio Conte a reinventare la squadra a ogni appuntamento, come dimostra la scelta ardita di schierare Gutierrez a tutta fascia.

Una superiorità inconcludente

Aver trovato il vantaggio sul finire del primo tempo, approfittando della momentanea confusione avversaria, non è bastato a imprimere una svolta alla partita. Anzi, quel gol ha sembrato quasi un'illusione ottica, dato il controllo sterile del possesso e la scarsa pericolosità generata nei minuti successivi, quando la squadra danese, ridotta in dieci, si è chiusa in un ragionevole ordine difensivo. Quello che è mancato, in campo, è stata l'acume tattico e la freddezza per gestire una situazione di così palese dominio numerico, con molti giocatori che, nonostante la quantità di palloni giocati, non sono riusciti a rendersi davvero decisivi. Alcuni di loro, anzi, hanno prodotto prestazioni opache, confermando una certa discontinuità che ormai affligge la rosa da diverse settimane.

Le reazioni a caldo e l'amaro risveglio

L'atmosfera sul volo di ritorno, segnato da ritardi tecnici e atterraggio all'alba a Capodichino, è stata cupa e silenziosa, a riprova della consapevolezza di aver compiuto un autentico suicidio sportivo. Lo ha sottolineato senza mezzi termini McTominay, definendo il risultato "inaccettabile", un giudizio che rispecchia il sentore generale di un'opportunità irripetibile andata in fumo. I quotidiani sportivi del giorno dopo hanno dipinto un quadro severo della prestazione, evidenziando come la squadra, e forse anche alcune scelte dalla panchina, non siano state all'altezza di una circostanza che richiedeva invece determinazione e lucidità. La qualificazione ai playoff di Champions, che sembrava a portata di mano, è ora appesa a un filo e dipenderà da un match che non ammette errori.

Il peso di un percorso accidentato

Questo passaggio a vuoto si inserisce in un solco di prestazioni poco esaltanti che hanno caratterizzato il cammino europeo, un percorso dove le troppe assenze non possono più essere addotte come giustificazione unica per le oscillazioni di rendimento. La partita di Copenaghen, nel suo svolgimento, ha messo in luce limiti di carattere e di organizzazione di una squadra che fatica a imporre la propria qualità quando la posta in gioco si alza. Resta ora l'ultima carta da giocare, un appuntamento con il destino che vedrà il Napoli chiamato a una prova di orgoglio e di capacità, per evitare che una stagione iniziata con ambizioni alte possa svanire prematuramente proprio nella competizione più prestigiosa.

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