San Gottardo, folle corsa a 172 km/h nel tunnel: 22enne positivo alla droga e 21 sorpassi vietati

San Gottardo, folle corsa a 172 km/h nel tunnel: 22enne positivo alla droga e 21 sorpassi vietati
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una domenica di fine luglio, sulle strade che valicano le Alpi, ha preso una piega decisamente inquietante per un giovane automobilista tedesco, finito al centro di un'operazione di controllo che ha dell'incredibile. Mentre migliaia di viaggiatori attraversavano uno dei nodi più importanti dell'asse nord-sud europeo, un 22enne alla guida di un'auto con targhe della Germania è stato intercettato all'uscita della galleria autostradale del San Gottardo, dopo aver letteralmente infranto ogni regola del codice stradale, e non solo.

La sua condotta, infatti, non si è limitata a una velocità più che doppia rispetto al consentito, ma ha incluso una lunga sequenza di sorpassi azzardati e il successivo riscontro, da parte delle forze dell'ordine, di uno stato di alterazione dovuto all'assunzione di sostanze stupefacenti.

L'incredibile sequenza di infrazioni nel cuore delle Alpi

Il tratto in questione è l'autostrada A2 in direzione sud, che nel punto critico del traforo del San Gottardo impone un limite di velocità di 80 km/h, una restrizione dettata da ragioni di sicurezza ben precise legate alla conformazione dell'infrastruttura e alla gestione dei flussi di traffico in spazi ristretti.

Ebbene, il giovane conducente è stato rilevato a una velocità media di 171,8 km/h, un valore che trasforma qualsiasi spostamento in un'autentica roulette russa, mettendo a repentaglio non solo la propria incolumità ma anche quella di tutti gli altri utenti della strada, ignari di condividere il tunnel con un bolide fuori controllo.

La Polizia cantonale ticinese, che ha coordinato le operazioni di controllo, ha ricostruito un quadro a dir poco sconvolgente, sottolineando come il conducente abbia effettuato ben 21 sorpassi in condizioni di assoluta pericolosità, violando ogni norma sulla distanza di sicurezza e sul divieto di cambiare corsia all'interno della galleria.

Il test antidroga e il deferimento alle autorità di Uri

L'intervento delle forze dell'ordine è scattato immediatamente all'uscita del tunnel, dove gli agenti sono riusciti a bloccare il veicolo e a mettere in sicurezza il conducente, un ragazzo di 22 anni residente in Germania, prima che potesse proseguire la sua folle corsa verso le valli meridionali.

Dopo il fermo, i controlli di rito hanno riservato un'ulteriore, pesante sorpresa: il giovane è risultato positivo al test tossicologico per sostanze stupefacenti, un elemento che aggrava in modo sostanziale la sua posizione e trasforma una semplice infrazione amministrativa in un vero e proprio caso giudiziario dalla rilevanza penale.

La patente di guida, come intuibile, gli è stata immediatamente ritirata, mentre il veicolo è stato sottoposto a sequestro amministrativo; il 22enne è stato quindi consegnato alle autorità competenti del Canton Uri, l'area che amministra il versante nord del traforo, affinché si proceda con gli accertamenti del caso e con le contestazioni formali che ora pendono sul suo capo.

Un caso che riaccende i riflettori sulla sicurezza nel traforo

L'episodio, che per fortuna non ha causato danni a terzi né incidenti, riporta con forza l'attenzione sulla gestione della sicurezza nei grandi trafori alpini, dove episodi di questo tipo, sebbene eccezionali, rappresentano un rischio sistemico di altissimo profilo. La galleria del San Gottardo, con i suoi 16,9 chilometri di estensione, è un'infrastruttura strategica e monitorata costantemente, ma la velocità elevata e la mobilità all'interno delle corsie riducono drasticamente il margine di reazione sia per gli automobilisti che per i sistemi di controllo automatico.

Le sanzioni previste dalla legislazione elvetica per un caso come questo sono particolarmente severe, potendo arrivare a pesanti pene pecuniarie e a lunghe sospensioni della patente di guida, senza dimenticare le conseguenze penali legate alla guida in stato di alterazione psicofisica dovuta a droghe.

Le autorità cantonali, che hanno gestito con tempestività l'intervento, non hanno ancora reso noti i dettagli delle accuse formali, limitandosi a confermare l'esito dei test e l'entità della velocità rilevata, in attesa di completare gli ultimi adempimenti burocratici e gli eventuali approfondimenti del caso.

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