Successione imperiale Giappone, la nuova legge salva i rami della dinastia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La successione imperiale Giappone resta riservata agli uomini dopo l’approvazione della modifica della legge sulla Casa Imperiale da parte del Parlamento di Tokyo, che ha confermato il principio della successione esclusivamente maschile al trono del Crisantemo. La revisione normativa non consente quindi alle donne di diventare imperatrici, ma introduce nuove regole per contrastare la progressiva riduzione dei membri della famiglia imperiale. Il provvedimento apre infatti la strada al ritorno nella casa imperiale di discendenti maschi provenienti da undici ex rami collaterali esclusi dopo il secondo conflitto mondiale.

La nuova legge sulla Casa Imperiale e il futuro della dinastia

L’emendamento alla normativa del 1947 approvato dal Parlamento giapponese punta a rafforzare la continuità della famiglia imperiale attraverso il reinserimento di alcune linee dinastiche precedentemente escluse. La modifica riguarda i futuri discendenti maschi in linea paterna appartenenti agli undici ex rami collaterali della famiglia imperiale, con l’obiettivo di ampliare il numero dei possibili membri della casa reale. La riforma interviene quindi sulla composizione della famiglia imperiale senza cambiare il principio che lega il trono del Crisantemo alla successione maschile.

Tra le novità previste dalla revisione della legge sulla Casa Imperiale c’è anche la possibilità per le principesse che sposano un cittadino comune di mantenere il rango imperiale. In questo modo le principesse definite “innamorate”, perché scelgono di sposare una persona esterna alla famiglia reale, potranno continuare a far parte della struttura imperiale e svolgere attività per la famiglia reale. La misura modifica una regola che in precedenza avrebbe comportato la perdita dello status dopo il matrimonio con un borghese.

Il dibattito sulle donne al trono del Crisantemo

L’approvazione della riforma ha deluso una parte dell’opinione pubblica giapponese favorevole all’accesso delle donne alla successione imperiale. Un sondaggio citato nel dibattito indica che il 70% dei giapponesi era favorevole all’allargamento delle regole, mentre il Parlamento ha scelto di confermare il modello esclusivamente maschile. La questione della successione resta legata anche alla situazione della principessa Aiko, figlia dell’attuale imperatore Naruhito, che secondo la normativa vigente non può salire al trono.

Il tema della successione imperiale e del ruolo delle donne nella famiglia reale era già stato al centro di un evento organizzato a Tokyo nel luglio 2023 con il titolo “Aiko come erede al trono imperiale”. L’incontro, pensato per circa 500 persone, aveva ricevuto quasi 1000 richieste di partecipazione da cittadini provenienti da diverse parti del Giappone. Durante il panel di quattro ore erano stati affrontati i problemi legati alle regole che impediscono alla figlia dell’imperatore di diventare sovrana.

Le due modifiche approvate da Tokyo

La revisione della legge sulla Casa Imperiale introduce quindi due cambiamenti principali: il possibile ritorno nella famiglia imperiale dei futuri discendenti maschi, celibi e con più di 15 anni, appartenenti agli undici rami dinastici esclusi nel dopoguerra, e il mantenimento del rango imperiale per le principesse che sposano cittadini comuni. Entrambe le misure sono state pensate per affrontare la diminuzione dei membri della famiglia imperiale, senza intervenire sulla regola fondamentale della successione.

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