Tokyo, una legge per salvare le principesse «innamorate»: svolta storica ma il trono resta solo maschile
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Redazione Esteri
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Non porterà le donne sul trono del Crisantemo, ma un nuovo disegno di legge che la Camera Alta di Tokyo dovrebbe approvare tra poche ore, dopo il viatico della Camera bassa, aprirà la porta del palazzo reale a undici linee cadette della casa imperiale che dopo il secondo conflitto mondiale erano state sfrondate. E permetterà alle principesse «innate», che sposano un borghese, di continuare a far parte della famiglia imperiale e «lavorare» per la famiglia reale.
Successione imperiale Giappone: approvato emendamento che esclude le donne
Venerdì 17 luglio il parlamento giapponese ha approvato la modifica della legge sulla Casa Imperiale che conferma il principio della successione esclusivamente maschile al trono. L'approvazione di questa revisione delude una parte consistente dell'opinione pubblica che rimane favorevole all'ammissione delle donne al trono del Crisantemo.
L'emendamento sulla normativa del 1947 ha lo scopo di contrastare la progressiva riduzione dei membri della famiglia imperiale, consentendo nuovamente l'ingresso alla famiglia ai discendenti maschi in linea paterna provenienti da 11 ex rami collaterali, esclusi con una riforma della norma risalente al dopoguerra.
I futuri membri della Casa Imperiale, precisano le fonti, dovranno avere almeno 15 anni, essere celibi e senza figli, ma non potranno accedere direttamente al trono, solo i loro discendenti maschi rientreranno nella linea di successione.
La principessa Aiko potrebbe salvare la dinastia giapponese, ma la legge glielo impedisce
A luglio 2023, a Tokyo si tenne un evento dal titolo «Aiko come erede al trono imperiale». Organizzato per circa 500 persone, l'evento ottenne quasi 1000 richieste di partecipazione di persone provenienti da tutto il Giappone. Al centro del panel durato quattro ore c'erano i problemi di successione della famiglia imperiale e le regole che vietano ad Aiko, la figlia dell'attuale imperatore Naruhito, di salire al trono.
La principessa, nonostante la sua popolarità e il crescente impegno pubblico, rimane esclusa dalla linea di successione a causa del principio che riserva il trono ai soli maschi in linea paterna. Attualmente gli eredi idonei sono solo tre, tutti di sesso maschile: il principe ereditario Akishino, fratello dell'imperatore, suo figlio Hisahito, diciannovenne, e il principe Hitachi, novantenne.
Giappone, trono resterà solo maschile
Il Parlamento giapponese ha approvato la revisione della legge sulla Casa Imperiale per contrastare la progressiva riduzione dei membri della famiglia, confermando la successione esclusivamente maschile. In un sondaggio, era favorevole all'allargamento il 70% dei giapponesi. Due novità: riammessi i futuri discendenti maschi (celibi e over 15) di 11 linee dinastiche escluse dopo la guerra e rango imperiale mantenuto per le principesse che sposano un cittadino comune.
La misura, presentata dal governo come necessaria per garantire la stabilità dinastica a fronte del ridotto numero di aspiranti al trono, non tocca tuttavia il nodo più controverso: l'esclusione delle donne dalla linea di successione. Secondo gli analisti, i circoli conservatori e nazionalisti vicini all'esecutivo della premier Sanae Takaichi hanno esercitato pressioni per mantenere intatta la tradizione millenaria.
La tradizione del Trono del Crisantemo
Il Trono del Crisantemo è considerato la più antica monarchia ereditaria continua al mondo: la tradizione ne fa risalire l'origine al 660 a.C., senza interruzioni nella linea dinastica. Nel corso della sua storia, il Giappone ha avuto otto imperatrici regnanti, ma l'ascesa al trono di una donna è stata giuridicamente esclusa solo dopo la Restaurazione Meiji, nel 1868, con la legge del 1889.
La legge del 1947, durante l'occupazione americana, ha ulteriormente ridotto la famiglia imperiale ai soli discendenti dell'imperatore Taishō, abolendo la nobiltà e i rami collaterali. Con l'attuale riforma, il Giappone compie un primo passo per allargare la base dinastica, ma la strada verso una possibile imperatrice regnante, nonostante il favore dell'opinione pubblica, sembra ancora lontana.
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