Giorgetti all'Ue: "Mea culpa sull'automotive, è stato un disastro"
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Redazione Economia
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Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha lanciato un duro monito all'Unione europea, reclamando un profilo diverso e un'autocritica sulle politiche industriali, in particolare per il comparto automotive, da lui definito "un disastro". Intervenendo in Senato, ha sottolineato l'assoluta necessità di questo cambio di passo, dettato dalla delicata fase geoeconomica e geopolitica globale.
La critica alle politiche Ue e la norma sul 2035
La critica di Giorgetti si inserisce in un dibattito sempre più acceso sulla transizione energetica. Il punto focale è il regolamento che prevede, dal 2035, la vendita di sole auto a zero emissioni, di fatto privilegiando solo l'elettrico a batteria. Questo indirizzo, figlio del Green Deal di Ursula von der Leyen, è visto come troppo rigido e dannoso per la competitività industriale europea.
Il sostegno di Mario Draghi alle perplessità italiane
A confermare la fondatezza di queste preoccupazioni è intervenuto Mario Draghi. In una recente comunicazione, ha affermato che gli obiettivi per il 2035 "si basano su presupposti che non corrispondono più alla realtà attuale". Una presa di posizione chiara che accusa una pianificazione rivelatasi velleitaria rispetto all'evoluzione del mercato e della tecnologia.
La necessità di flessibilità e l'apporto degli esperti
La posizione italiana trova sostegno in una riflessione più ampia. Lo sviluppo tecnologico, come evidenziato dal professor Massimo Ceraolo dell'Università di Pisa, non è lineare. Imporre un'unica via, trascurando i progressi in combustibili sintetici o idrogeno, rischia di compromettere il triangolo virtuoso tra sostenibilità, competitività e innovazione. Il mercato ha bisogno di regole chiare ma flessibili.




