Occupazione del Passaglia, Taddei: «La protesta non è politica»
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Redazione Interno
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L’occupazione del liceo Passaglia riaccende il confronto politico sulle proteste studentesche, con Federico Taddei, vice segretario regionale della Lega Giovani Toscana, che invita a distinguere le richieste legate alle condizioni degli edifici scolastici dalle iniziative dei partiti. Il rappresentante del Carroccio contesta in particolare il sostegno espresso da Rifondazione Comunista alla mobilitazione e sostiene che le criticità denunciate dagli studenti debbano restare al centro della discussione. La sua posizione punta a separare il disagio vissuto nelle scuole dalle contrapposizioni politiche, chiedendo che le rivendicazioni trovino risposte attraverso il confronto con le istituzioni responsabili.
Le carenze degli edifici al centro delle richieste
Tra i problemi indicati dagli studenti del Passaglia figurano le criticità strutturali delle sedi e le condizioni igieniche della succursale di via della Caserma. Taddei considera queste segnalazioni serie e chiede che siano affrontate tempestivamente dalla scuola e dalla Provincia, individuate come interlocutori chiamati a intervenire. Il punto centrale della sua dichiarazione riguarda il metodo da seguire: secondo l’esponente della Lega Giovani, il dialogo e gli interventi concreti sono gli strumenti con cui affrontare le carenze, mentre il blocco delle lezioni non rappresenta la soluzione. La distinzione è tra la fondatezza dei problemi denunciati e la modalità scelta per portarli all’attenzione pubblica, senza negare la necessità di risposte sulle condizioni degli ambienti scolastici.
Le occupazioni si estendono nelle scuole toscane
La protesta si inserisce in una fase di mobilitazione che coinvolge diversi istituti, soprattutto a Firenze e provincia. Tra le scuole occupate nel capoluogo figurano il Castelnuovo, il Galileo Michelangiolo, il liceo Da Vinci, il Salvemini-Duca d’Aosta, il Pascoli, il Machiavelli-Capponi, l’Alberti-Dante, il Rodolico, alcune sedi del Buontalenti e del Marco Polo e il Gramsci. Al Meucci e al Galilei gli studenti hanno scelto invece l’autogestione. La diffusione delle iniziative mostra modalità diverse di protesta, dal blocco delle attività didattiche alla gestione autonoma di alcune attività scolastiche, in un contesto nel quale le condizioni degli edifici e le risorse destinate all’istruzione sono tra i temi sollevati.
I danni al Sassetti Peruzzi e la posizione di Giani
La mobilitazione ha assunto anche contorni problematici al Sassetti Peruzzi, dove l’occupazione è stata interrotta dal dirigente scolastico dopo che alcuni estintori erano stati aperti e le aule, i bagni e i corridoi erano stati imbrattati. I danni sono oggetto di verifica e non è stata esclusa l’ipotesi che gli autori dei vandalismi fossero esterni all’istituto. Al professionale Leonardo da Vinci, invece, sono state segnalate tensioni all’esterno dell’edificio, con petardi, fumogeni e altri episodi che hanno reso difficoltoso l’ingresso degli studenti. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha sostenuto la necessità di distinguere le proteste civili dagli atti di teppismo, condannando questi ultimi e riconoscendo il valore delle manifestazioni pacifiche che portano all’attenzione pubblica il disagio scolastico e le difficoltà legate al costo della vita.
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