Occupazione al municipio V del Quarticciolo, la protesta contro gli sfratti
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Redazione Interno
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La tensione, che serpeggia da tempo nel quartiere del Quarticciolo, è esplosa in un'azione diretta quando un gruppo di attivisti, facenti capo al collettivo Quarticciolo Ribelle, ha occupato la sede del Municipio V situata lungo via Prenestina. La mobilitazione, che giunge a seguito di una serie di sgomberi eseguiti negli alloggi di proprietà dell'Ater, rappresenta la risposta a quanto gli stessi manifestanti definiscono un "assordante silenzio istituzionale", nonostante un precedente tentativo di dialogo avviato con una lettera pubblica sottoscritta da numerose realtà locali e centinaia di residenti. L'occupazione simbolica degli uffici pubblici, condotta insieme a diverse famiglie della borgata, mira a ottenere con urgenza un confronto con le amministrazioni competenti, puntando il dito contro la reiterazione di provvedimenti che, secondo i protestatari, lasciano senza un tetto persone che abitano ormai da anni in quegli immobili.
Gli sgomberi che alimentano la protesta
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'intervento della polizia locale avvenuto in via Cerignola, dove sono state sfrattate due famiglie da altrettanti appartamenti. L'operazione, che si inserisce in un contesto già caldo per via di altri tre sfratti eseguiti pochi giorni prima, ha spinto gli attivisti a varcare la soglia del municipio, rivendicando con forza che "qualcuno deve prendersi la responsabilità politica" di tali decisioni. Le forze dell'ordine, intervenute nelle prime ore del mattino, hanno trovato all'interno degli alloggi due persone, un uomo italiano e un cittadino di nazionalità dominicana, entrambi denunciati per il reato di occupazione abusiva; le indagini, peraltro, proseguono per accertare la sussistenza di presunti allacci illeciti alla rete elettrica, un dettaglio che aggiunge complessità a una vicenda già di per sé intricata.
La richiesta di un tavolo di coordinamento
La richiesta avanzata dai rappresentanti di Quarticciolo Ribelle, tra i quali Pietro Vicari, è al tempo stesso semplice e radicale: la sospensione immediata di ogni ulteriore esecuzione di sfratto in attesa che un "tavolo comune", che coinvolga anche le realtà di base, elabori soluzioni alternative per le famiglie coinvolte. Una posizione che sembra trovare, almeno parzialmente, un riscontro nell'annuncio dato dall'assessore alle Periferie, Giuseppe Battaglia, il quale ha comunicato la convocazione di un Tavolo di coordinamento dedicato proprio al quartiere, fissato per la settimana successiva. Questo organismo, presentato come strumento di confronto e collaborazione tra le diverse articolazioni istituzionali operanti nella zona, si propone di affrontare le criticità che affliggono il Quarticciolo, sebbene resti da vedere se esso riuscirà a soddisfare le aspettative di chi chiede una moratoria degli sfratti.
Un quartiere tra emergenza abitativa e risposte istituzionali
La vicenda, nel suo insieme, disegna un quadro in cui l'emergenza abitativa, le azioni di protesta e le iniziative delle istituzioni si intrecciano in modo spesso conflittuale. Da un lato, le occupazioni illegali e le successive denunce da parte delle autorità; dall'altro, la ricerca di un dialogo che, partendo dalle istanze dei residenti, possa condurre a percorsi condivisi. L'occupazione del municipio, se da una parte segna un momento di rottura e di forte tensione, dall'altra ha il merito di riportare l'attenzione su un problema che, come affermano gli attivisti, non può essere risolto esclusivamente attraverso l'uso della forza, richiedendo invece un approccio più articolato che tenga conto delle situazioni di fragilità sociale.




