Quarticciolo Ribelle: un festival per scrivere insieme il futuro del quartiere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Al Quarticciolo, un quartiere che scrive il suo futuro. Molta della realtà sociale che anima Roma si è data appuntamento ieri nel parco Modesto di Veglia, un’area riqualificata che ha fatto da cornice all’apertura del festival di quartiere organizzato da Quarticciolo ribelle insieme a Momo edizioni.

Una tavola rotonda per la convergenza

L’evento principale, una tavola rotonda battezzata “Alziamo la voce alziamo la testa”, ha visto una partecipazione nutrita, riunendo in un cerchio ideale attivisti di diversa estrazione. All’ombra delle querce, accanto ai nuovi giochi per bambini, si è parlato a lungo di “convergenza”, una parola che ha risuonato tra i precari dello spettacolo e dell’università, il collettivo di fabbrica Gkn, il movimento No Base di Pisa e molti altri, ciascuno dei quali portava con sé le proprie istanze.

Il corteo e i luoghi simbolo dell'abbandono

La due giorni di iniziative ha avuto il suo momento più visibile in un corteo che ha attraversato le strade del quartiere, coinvolgendo un migliaio di persone. La manifestazione, partita proprio dal parco Modesto di Veglia, si è snodata attraverso il Quarticciolo, sostando in quelli che sono stati definiti come luoghi simbolo di un abbandono percepito. Tra questi, il parco di Tor Tre Teste e il cantiere di un asilo nido mai portato a compimento, tappe di un itinerario che voleva mostrare le criticità senza fermarsi ad esse.

Oltre gli stereotipi: le richieste per una rinascita

Il quartiere, che rifiuta esplicitamente di essere racchiuso nello stereotipo del degrado o di essere assimilato al cosiddetto “modello Caivano”, non ignora i suoi problemi, a cominciare dal fenomeno dello spaccio di droga, che viene apertamente denunciato. L’obiettivo principale, però, resta quello di andare oltre la semplice rappresentazione di un disagio, avanzando richieste precise. Da un lato si chiede un maggiore presidio da parte delle forze dell’ordine, dall’altro si rivendica con forza la necessità di punti di aggregazione e di spazi culturali, considerati essenziali per una rinascita autentica.

La serata con Elodie e Zerocalcare

La serata si è conclusa con un momento di condivisione che ha visto la partecipazione di Elodie e Zerocalcare, i quali hanno voluto esprimere il loro legame con il territorio. La cantante ha dichiarato il suo orgoglio per le origini di borgata, affermando che “più di metà di quello che sono diventata oggi me l’ha insegnato la strada” e di sentirsi “in famiglia”. L’autore di fumetti, da parte sua, ha scelto toni più scherzosi, ma ugualmente solidali, commentando le parole di Elodie con un “Oddio, mò pare che gli batto i pezzi...”, in un dialogo che ha sottolineato un senso di appartenenza condiviso e un affetto autentico per un quartiere che sta lottando per scrivere la sua pagina di futuro.

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