L’americana Eli Lilly ottiene il via libera della Fda per Foundayo, la pillola anti-obesità che punta a sostituire le iniezioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Food and Drug Administration, l’ente regolatore statunitense che vigila su farmaci e prodotti alimentari, ha concesso il 1° aprile 2026 l’approvazione alla vendita negli Stati Uniti di orforglipron, un nuovo farmaco orale destinato alla perdita di peso. Questa molecola, prodotta dall’azienda americana Eli Lilly e commercializzata con il nome Foundayo, rappresenta l’equivalente in compressa degli iniettabili che già da tempo, com’è noto, stanno ridefinendo gli approcci terapeutici all’obesità. A differenza dei più celebri Wegovy o Mounjaro – quest’ultimo sempre prodotto dalla stessa Eli Lilly – il nuovo medicinale si propone come un’alternativa economicamente più accessibile e, soprattutto, di somministrazione più semplice: una pillola al giorno invece di un ago sottocute.

Un iter record che accorcia i tempi di oltre 280 giorni

L’approvazione è arrivata in tempi eccezionalmente rapidi, tanto da non trovare paragoni negli ultimi vent’anni. La richiesta ufficiale presentata dall’azienda, infatti, è stata evasa in appena cinquanta giorni, quasi trecento giorni prima della scadenza ordinariamente prevista per l’esame della documentazione. Un risultato che non è casuale: la Fda ha inserito orforglipron nel programma pilota denominato Commissioner’s National Priority Voucher (Cnpv), avviato nel 2025 con lo scopo dichiarato di accelerare il via libera a quei prodotti capaci di rispondere a criticità sanitarie nazionali considerate prioritarie. Si tratta della quinta autorizzazione concessa nell’ambito di questo stesso percorso, che premia le terapie ritenute strategiche per il sistema sanitario americano.

Sei dosaggi per adulti con obesità o sovrappeso e comorbidità

Il farmaco, un agonista orale del recettore GLP-1, è stato specificamente indicato per la riduzione del peso reo e per il successivo mantenimento negli adulti con obesità conclamata o, in alternativa, in quelli in sovrappeso che presentino almeno una comorbidità correlata. La possibilità di scegliere tra sei diversi dosaggi – dettaglio non secondario per un trattamento cronico come questo – offre ai medici una flessibilità finora sconosciuta nel campo delle terapie orali anti-obesità. Eli Lilly, dal canto suo, punta a intercettare quella fascia di pazienti che, pur avendo bisogno di un supporto farmacologico, finora hanno rifiutato gli iniettabili per timore degli aghi o per la complessità della conservazione.

Una svolta attesa anche per i costi e l’aderenza terapeutica

La vera novità, e qui sta il potenziale elemento di discontinuità rispetto al passato, risiede nella facilità d’uso: smettere di fare iniezioni per dimagrire e passare a una semplice compressa quotidiana potrebbe aumentare in modo significativo l’aderenza al trattamento, un problema cronico nelle terapie croniche. Se a ciò si aggiunge un prezzo – non ancora comunicato ufficialmente – che l’azienda ha definito “competitivo” rispetto ai biologici iniettabili, si comprende perché gli analisti del settore parlino già di un possibile cambio di paradigma. La Fda, con questo via libera, ha di fatto riconosciuto che la lotta all’obesità, negli Stati Uniti dove Trump è di nuovo presidente, non può più prescindere da strumenti semplici da distribuire e da assumere.

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