Mercedes-Benz GLE 2026, l’intelligenza artificiale e la potenza V8: molto più che un restyling

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non chiamatelo semplice restyling. La nuova Mercedes-Benz GLE, presentata insieme alla sua variante Coupé per il model year 2026, rappresenta un aggiornamento talmente profondo – si parla di oltre tremila componenti nuovi o rivisti – da configurarsi quasi come una seconda giovinezza per il SUV di Stoccarda. Se da un lato mantiene intatta la sua anima versatile, quella che gli consente di trainare fino a 3,5 tonnellate o di avventurarsi fuori dall’asfalto senza particolari timori, dall’altro la Casa della Stella recepisce una mole di tecnologia digitale e meccanica mutuata direttamente dalle ammiraglie elettriche della gamma EQ. L’obiettivo, dichiarato ma non troppo, è rendere sempre più fluida e “naturale” la relazione tra l’auto, il guidatore e il contesto stradale, sfruttando l’intelligenza artificiale per anticipare le esigenze di chi è a bordo.

L’addio ai quattro cilindri e l’avvento del V8 “piatto”

La strategia motoristica segna un punto di svolta importante. Mercedes ha deciso di eliminare progressivamente i propulsori a quattro cilindri dalle versioni principali, affidando l’intera gamma alla coppia di sei cilindri in linea (diesel e benzina) e a un’unità V8 profondamente rivisitata. Proprio quest’ultima, che equipaggia la versione top di gamma GLE 580 4MATIC, merita un’attenzione particolare: si tratta di un 4.0 litri biturbo che abbandona l’albero a gomiti “crossplane” per adottare la configurazione “flatplane”. Una scelta tecnica che non solo aumenta la reattività del motore – portando la potenza a 537 cavalli – ma ne affina anche la sonorità e la scorrevolezza. Naturalmente, tutta la gamma è elettrificata in chiave mild-hybrid a 48 volt con motore integrato (ISG), il quale aiuta nello spunto e rende quasi impercettibili le fasi di riavvio del termico.

MB.OS, Superscreen e l’intelligenza artificiale a bordo

Se la meccanica fa un salto in avanti, l’abitacolo prova a compiere una vera e propria rivoluzione copernicana. Il vecchio concetto di cruscotto lascia spazio al nuovo *Superscreen* – laddove previsto – che fonde tre display da 12,3 pollici sotto un unico vetro. A muovere questo ecosistema digitale ci pensa il nuovo sistema operativo MB.OS, alimentato da una supercomputer raffreddato a liquido che raddoppia (se non triplica) la potenza di calcolo rispetto al passato. Grazie a questa architettura, l’assistente vocale “Hey Mercedes” diventa molto più conversazionale, integrando modelli generativi e capacità di machine learning che gli permettono di imparare le routine dell’utente. L’intelligenza artificiale, insomma, non è più relegata alla sola gestione della musica o del clima, ma inizia a fare da filtro tra il pilota e la complessità tecnologica del veicolo.

Sospensioni che guardano avanti: il controllo predittivo

Mercedes non si è limitata a potenziare il cervello di bordo, ma ha voluto connetterlo anche alle gambe dell’auto. La vera chicca di questo aggiornamento 2026 risiede infatti nell’evoluzione del comparto sospensioni, che diventa “connesso” e predittivo. Attraverso il sistema *Car-to-X* – che riceve dati dalla nuvola sulle condizioni del fondo stradale – l’auto è in grado di regolare anticipatamente l’assetto, adeguando la rigidità degli ammortizzatori AIRMATIC o l’idraulica dell’E-ACTIVE BODY CONTROL prima ancora che il pilota veda una buca o un dosso. Quest’ultimo sistema, in particolare, lavora con una frequenza di mille regolazioni al secondo, compensando in tempo reale il rollio in curva e il beccheggio in frenata. Un modo, questo, per avvicinare il comfort di marcia di un SUV pesante a quello di una berlina di segmento S.

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