L’Euribia di Msc lascia Dubai e passa Hormuz, il comandante: “La paura non era più davanti, ma accanto”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   È stato un weekend di tensione e altissima professionalità per il direttore commerciale di Msc Crociere, Luca Valentini, che insieme a tutta la compagnia ha seguito il delicato passaggio della nave Msc Euribia attraverso lo Stretto di Hormuz. Una sorta di liberazione, quella vissuta negli uffici del gruppo, dopo settimane di attesa durante le quali l’incertezza aveva costretto l’azienda a cancellare le rotazioni del 2 e del 9 maggio. “Un weekend ricco di soddisfazioni professionali per tutta la Compagnia”, ha confermato Valentini nella mattinata di ieri, ufficializzando il ritorno all’operatività della nave con una dichiarazione che ha messo fine a ogni speculazione: “sono felice di poter comunicare che Euribia ripartirà il 16 maggio da Kiel come inizialmente previsto”.

Un passaggio ad alto rischio tra le acque del Golfo

La Msc Euribia, che aveva gettato l’ancora a Dubai lo scorso 28 febbraio proprio nel giorno dell’esplosione del conflitto, ha potuto così lasciare definitivamente il Golfo Persico. Il suo è stato uno dei pochi transiti riusciti durante la breve finestra di tregua concessa per alcune ore dalle forze armate iraniane: una sorta di “convoglio” che ha visto sfilare nello Stretto anche le navi di altre compagnie, approfittando di una momentanea riapertura della via d’acqua. L’attraversamento è avvenuto in stretto coordinamento con le autorità competenti e, poiché il rientro è avvenuto prima del previsto, la crociera in partenza il 16 maggio da Kiel (e quella del 17 maggio da Copenaghen) si svolgerà come pianificato in origine, con tutte le successive partenze confermate secondo programma. Lo stesso Valentini ha spiegato che, “dopo i giorni necessari affinché la nave possa ‘riarmarsi’”, i voli aerei per i passeggeri sono stati regolarmente confermati, sottolineando come la scelta della trasparenza abbia evitato di lasciare i clienti “nel limbo dell’incertezza”.

Il racconto del comandante Lauro Maresca

A infrangere il silenzio sulla drammaticità dell’operazione è stato il comandante della nave, Lauro Maresca, un uomo originario di Meta di Sorrento (gli stessi luoghi dell’armatore Gianluigi Aponte) che con un post su Facebook ha restituito la dimensione umana di quei momenti. “C’è un confine dentro di me che non vedo, ma che riconosco ogni volta che ci arrivo”, ha scritto l’esperto marittimo, descrivendo un confine che non rappresenta un limite, ma un passaggio da superare con lucidità. Maresca, che ha condotto la nave a oltre 22 nodi durante l’attraversamento, ha voluto raccontare a cuore aperto la presenza costante della paura: un sentimento che, come ha rivelato, “non era più davanti, lontana, ma era lì, accanto”. E se la paura c’era, eccome, essa non ha comunque condizionato le decisioni di un comandante che si è trovato a dover trovare un equilibrio delicatissimo tra la professione e la responsabilità verso l’equipaggio.

Rotte che cambiano e strategie per l’estate

Con la nave ora diretta nel Nord Europa, Msc Crociere si appresta a riprendere la propria attività in un quadrante che diventerà sempre più strategico per il turismo crocieristico, lasciandosi alle spalle le acque pericolose del Golfo Persico. L’azienda, nei giorni di stallo, aveva già organizzato voli per assistere i passeggeri in attesa, dimostrando una capacità logistica notevole nonostante l’emergenza. Se il Mediterraneo e le capitali nordiche rappresentano il presente immediato della stagione, Valentini ha voluto guardare oltre, ricordando come l’estate 2026 di Msc sarà particolarmente ricca di novità: oltre alle rotte classiche, la compagnia debutterà per la prima volta in Alaska, un traguardo importante che amplia ulteriormente l’orizzonte delle destinazioni per i propri ospiti.

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