Febbre del Nilo, secondo decesso nell'Oristanese: salgono a 25 i casi accertati

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Si aggrava il bilancio dell'epidemia di West Nile nella provincia di Oristano, dove si è registrato il secondo decesso dall'inizio della stagione. La vittima è un uomo ultrasettantenne, inizialmente ricoverato all'ospedale San Martino di Oristano per le complicanze legate al contagio, ma le sue condizioni hanno reso necessario il trasferimento all'ospedale Brotzu di Cagliari, dove purtroppo è deceduto.

Il numero complessivo dei casi umani di infezione da virus West Nile nell'Oristanese è salito a venticinque, con l'ultima diagnosi che riguarda un altro anziano, un uomo ultraottantenne attualmente ricoverato nel presidio oristanese. Attualmente, presso il San Martino di Oristano, risultano ricoverate dieci persone in diversi reparti a causa dell'infezione o delle sue conseguenze.

Il quadro epidemiologico e le misure di prevenzione

La situazione è monitorata con attenzione dal Dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano, che ha immediatamente avviato un'inchiesta epidemiologica non appena è stata confermata la nuova diagnosi. Parallelamente, sono state attivate le procedure di profilassi previste dai protocolli, che includono interventi mirati di disinfestazione nelle aree di residenza delle persone risultate positive al virus, con l'obiettivo di ridurre la popolazione di zanzare vettori e limitare ulteriormente la diffusione dell'infezione.

Le autorità sanitarie locali hanno rinnovato con forza l'appello alla prudenza, in particolare verso le categorie più a rischio come gli anziani e i soggetti con fragilità. È stata ribadita l'importanza di adottare comportamenti preventivi come evitare i ristagni d'acqua, utilizzare repellenti e indossare abiti lunghi quando ci si trova all'aperto.

Il contesto nazionale e i fattori di diffusione

Il dato dell'Oristanese si inserisce in un quadro nazionale che evidenzia una circolazione estesa del virus, con il bollettino dell'Istituto Superiore di Sanità che, al 26 agosto, segnala 432 casi confermati di infezione da West Nile dall'inizio dell'anno, con 223 forme neuro-invasive e 144 febbri. Sul fronte dei decessi, il numero complessivo in Italia ha raggiunto le 17 unità, con un tasso di letalità per le forme neuro-invasive che si attesta al 7,2%, in calo rispetto al 13,9% dello stesso periodo dell'anno precedente, quando i casi erano 430 e i decessi 27.

La circolazione del virus è stata dimostrata in 66 province distribuite in 17 regioni, un'ampiezza che riflette le condizioni climatiche di quest'anno.

Le parole delle autorità sanitarie

La direttrice generale della Asl 5, Grazia Cattina, ha commentato l'aggravarsi della situazione sottolineando l'urgenza di non abbassare la guardia e di continuare a seguire le misure di prevenzione. La direttrice del Dipartimento di Prevenzione, Maria Valentina Marras, ha ricordato l'importanza di proteggersi dalle punture di zanzara per evitare il contagio, raccomandando alla cittadinanza di tenersi lontana da situazioni a rischio e di utilizzare tutti gli strumenti di protezione disponibili, dalle zanzariere ai repellenti.

L'aumento dei contagi e il verificarsi del secondo decesso confermano la necessità di un'attenzione costante da parte della popolazione e delle istituzioni per fronteggiare l'epidemia.

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