Febbre del Nilo in Sardegna, salgono a 12 i contagi nell'Oristanese: l'ultimo caso

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L'epidemia di febbre del Nilo che sta colpendo la provincia di Oristano non accenna a rallentare, con i casi umani che sono saliti a quota dodici secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dalle autorità sanitarie. Un nuovo contagio è stato registrato nell'area, portando il totale a toccare questa cifra significativa nel giro di poche settimane, a testimonianza di una circolazione del virus West Nile particolarmente attiva sul territorio sardo.

L'attenzione rimane massima da parte del dipartimento di Prevenzione della Asl 5, che ha prontamente attivato tutte le procedure previste per arginare la diffusione dell'infezione, trasmessa esclusivamente attraverso la puntura delle zanzare.

L'evoluzione dei contagi e i pazienti ricoverati

Gli ultimi casi accertati, che hanno portato il numero complessivo a dodici, riguardano tutte persone residenti nell'Oristanese e si inseriscono in un quadro epidemiologico in rapida evoluzione; attualmente, due ultrasettantenni e un ultracinquantenne sono ricoverati in osservazione presso l'ospedale San Martino di Oristano, dove i sanitari ne stanno monitorando costantemente le condizioni cliniche.

La maggior parte dei pazienti che hanno contratto il virus, tuttavia, ha presentato una sintomatologia meno severa, tanto da poter fare ritorno al proprio domicilio dopo aver ricevuto le prime cure al pronto soccorso, come nel caso di un ultracinquantenne che, dopo gli accertamenti del caso, è stato dimesso. La casistica, che ha registrato il primo caso già a maggio, mostra un ampio spettro di situazioni, con soggetti di diverse fasce d'età colpiti, sebbene gli anziani rimangano la categoria più esposta a complicanze serie.

Il bilancio dei casi dalla scorsa primavera

L'evoluzione dell'epidemia, iniziata nella tarda primavera, ha visto susseguirsi una serie di contagi che hanno interessato persone di età diversa, con un primo caso risalente al mese di maggio che aveva coinvolto un ultrasessantenne. Purtroppo, tra i casi registrati si è verificato anche un decesso, quello di una persona ultranovantenne che, dopo aver contratto il virus, aveva sviluppato la malattia in forma grave, aggravata dall'età avanzata e da un quadro clinico complesso.

Un altro caso, riguardante un secondo ultrasessantenne, era stato dimesso dopo il periodo di osservazione, mentre un quarto caso, un ultraottantacinquenne, era ancora ricoverato. Il quinto e il sesto caso, rispettivamente un cinquantenne e un ultrasettantenne, hanno fatto rientro a casa, così come il settimo, l'ottavo e il nono, che hanno coinvolto altri due ultrasettantenni e un ultracinquantenne.

Le misure di prevenzione e l'appello delle autorità

In risposta all'aumento dei contagi, il dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano ha avviato tempestivamente l'inchiesta epidemiologica per ricostruire le modalità di trasmissione e, parallelamente, ha disposto le attività di profilassi sul territorio, che includono la disinfestazione nelle aree di residenza delle persone che hanno contratto il virus.

Le autorità sanitarie, consapevoli dell'assenza di un vaccino o di una terapia specifica contro il West Nile, hanno rinnovato con forza l'appello alla popolazione, in particolare ai soggetti più fragili e agli anziani, affinché adottino scrupolosamente tutte le misure di protezione individuale, come l'utilizzo di spray repellenti, l'uso di abiti lunghi nelle ore serali e notturne e l'installazione di zanzariere alle finestre.

"Invitiamo ancora una volta le cittadine e i cittadini a prevenire eventuali situazioni a rischio e a proteggersi dalle punture di questo insetto", ha dichiarato la direttrice del dipartimento di Prevenzione, Maria Valentina Marras, sottolineando l'importanza di eliminare i ristagni d'acqua, che rappresentano il principale habitat per la proliferazione delle zanzare.

L'emergenza nell'Oristanese e il contesto regionale

La situazione nell'Oristanese si conferma essere un focolaio di particolare rilevanza a livello regionale, con tutti i dodici casi umani finora registrati in Sardegna concentrati in questa provincia, un dato che evidenzia una diffusione del virus particolarmente aggressiva in quest'area.

La rapidità con cui si sono susseguiti i contagi, in un arco di tempo relativamente breve, ha determinato una condizione di piena emergenza sanitaria, che ha spinto le autorità a intensificare gli interventi di disinfestazione e a richiamare l'attenzione sulla necessità di comportamenti responsabili da parte dei cittadini.

La Asl 5, attraverso le parole della direttrice generale Grazia Cattina, ha ribadito che "le misure di prevenzione e di protezione contro questa malattia sono estremamente importanti e devono entrare nelle nostre abitudini quotidiane", in un contesto dove il cambiamento climatico e le temperature elevate possono favorire la proliferazione degli insetti vettori.

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