Febbre del Nilo, nell'Oristanese salgono a 21 i casi: nuovo ricovero per un ultraottantenne

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un nuovo caso di infezione da virus West Nile è stato registrato nella provincia di Oristano, portando a ventuno il numero totale di contagi umani dall'inizio dell'anno. L'ultimo paziente, un uomo di età superiore agli ottant'anni, è attualmente ricoverato presso l'ospedale San Martino di Oristano, dove si trova sotto osservazione clinica.

La Asl competente ha reso noto che sono state immediatamente attivate le procedure previste in questi casi, inclusa l'inchiesta epidemiologica per risalire alle modalità del contagio e le attività di profilassi che comportano, a cura delle autorità preposte, la disinfestazione dell'area in cui risiede la persona colpita dal virus.

La situazione epidemiologica nel dettaglio e i primi casi

Il primo episodio di West Nile nell'Oristanese risale allo scorso mese di maggio, quando un soggetto ultrasessantenne aveva contratto il virus, segnando l'inizio di quella che si è poi rivelata una progressiva crescita dei casi. A questo primo episodio aveva fatto seguito, purtroppo, il decesso di una persona ultranovantenne che aveva sviluppato la malattia in forma grave. Da allora, il numero dei contagi è aumentato costantemente, coinvolgendo persone di diverse fasce d'età.

Alcuni pazienti, dopo aver ricevuto le cure necessarie, sono stati dimessi e sono potuti tornare alle proprie abitazioni, mentre altri, come nel caso del ventunesimo paziente e di molti altri prima di lui, sono ancora ricoverati nel presidio ospedaliero di Oristano per proseguire il monitoraggio e le terapie.

Il quadro nazionale e la diffusione del virus

L'aumento dei contagi in Sardegna si inserisce in un contesto nazionale che vede il virus West Nile circolare ormai in maniera stabile in gran parte della penisola. Secondo l'ultimo bollettino di sorveglianza coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, e aggiornato al 19 agosto, in Italia sono stati confermati complessivamente 312 casi di infezione, con 13 decessi registrati. Il virus è stato rilevato in 60 province distribuite in 16 regioni italiane, segno di una diffusione territoriale che si sta ampliando rispetto all'anno precedente.

Nonostante i numeri siano inferiori a quelli dello stesso periodo del 2025, gli esperti dell'ISS sottolineano l'importanza di mantenere alta l'attenzione e di continuare le attività di sorveglianza, soprattutto per garantire la sicurezza delle trasfusioni e dei trapianti, data la possibilità di contrarre l'infezione in modo asintomatico.

L'appello alla prevenzione e le misure di protezione

Di fronte a questa situazione, le autorità sanitarie locali hanno rinnovato l'appello alla popolazione, in particolare alle persone anziane e a quelle con fragilità, affinché adottino tutte le misure necessarie per proteggersi dalle punture di zanzara, l'unico vettore noto del virus. Le raccomandazioni, ribadite anche dalla direttrice del dipartimento di Prevenzione della Asl 5, Maria Valentina Marras, includono l'eliminazione dei ristagni d'acqua da giardini e balconi, l'utilizzo di spray repellenti e l'installazione di zanzariere alle finestre.

Inoltre, è stato ricordato che chi si prende cura di anziani o bambini deve assicurarsi che anche queste categorie più vulnerabili seguano le stesse precauzioni. La Asl ha già avviato, come previsto dai protocolli, le operazioni di disinfestazione nelle aree di residenza delle persone risultate positive al virus, nel tentativo di limitare la circolazione dell'agente patogeno e proteggere la comunità.

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