Rifiuto dell'appello per il trasferimento di Indi Gregory in Italia

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La Corte d'Appello ha respinto l'appello per il trasferimento della piccola Indi Gregory in Italia per proseguire le cure all'Ospedale Bambino Gesù. La decisione è arrivata intorno alle 18:00. Il giudice della Corte d'Appello ha ribadito la validità del pronunciamento in primo grado che aveva stabilito di staccare le macchine che tengono in vita Indi, affetta da una malattia rara. Tale procedura debba avvenire in un Hospice attrezzato e non a casa.

I giudici del Regno Unito sono chiamati a prendere l’ultima decisione su Indy Gregory: lasciare che la bambina sia trasferita in Italia per proseguire le cure o sospendere la terapia di supporto che la tiene in vita. Il nome della bambina irrompe sulla stampa e sui media nazionali dopo la decisione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di conferire a Indy la cittadinanza italiana allo scopo di superare la disposizione dei giudici del Regno Unito di interrompere.

È stato respinto l’appello dei genitori di Indi Gregory per impedire il distacco delle macchine che tengono in vita la piccola. I giudici inglesi, al termine dell’udienza di oggi, hanno anche fissato una deadline per il distacco dei supporti vitali che probabilmente avverrà già sabato e non lunedì, come comunicato in un primo momento. Il giudice inglese Peter Jackson ha definito l’intervento italiano sul caso della piccola ai sensi della Convenzione dell’Aia, “non nello spirito” della stessa convenzione.

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