Nucleare iraniano, il faccia a faccia Usa-Iran si sposta a Roma dopo l'Oman

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Niente è come sembra nella complessa partita negoziale sul nucleare iraniano, che dopo il primo round a Muscat lo scorso sabato avrà un secondo capitolo a Roma. La scelta della capitale italiana, confermata da fonti governative, non è casuale: l’Italia, tradizionalmente mediatrice in contesti delicati, torna così a giocare un ruolo di rilievo in un dialogo che Teheran – almeno ufficialmente – continua a negare.

Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, ha più volte ribadito l’impossibilità di trattative dirette con gli Stati Uniti, definiti senza mezzi termini come “bulli” sotto l’amministrazione Trump. Eppure, stando a quanto riportato da Axios, già nell’incontro in Oman si sarebbe verificato un passaggio cruciale: da un formato indiretto, gestito attraverso mediatori omaniti, a uno più esplicito, con funzionari delle due parti che hanno dialogato senza filtri. Un dettaglio non secondario, che spiega perché Washington abbia spinto per replicare lo schema a Roma, suggerendo il cambio di sede.

Quel che emerge dalle indiscrezioni è una trattativa tutt’altro che lineare, dove le posizioni pubbliche – specie da parte iraniana – nascondono manovre più pragmatiche. Se da un lato Teheran insiste nel negare contatti diretti, dall’altro l’appuntamento romano, previsto per sabato 19 aprile, sembra confermare un’apertura almeno tecnica. La presenza dei mediatori omaniti, già coinvolti nella prima fase, lascia intendere che si tratti di un ponte verso un eventuale dialogo strutturato, sebbene le divergenze restino profonde.

L’Italia, dal canto suo, offre non solo un terreno neutrale ma anche un canale discreto, come già accaduto in passato in altri dossier internazionali. Roma, del resto, mantiene relazioni diplomatiche con entrambe le parti, e la scelta della capitale come sede potrebbe essere letta come un tentativo di smussare tensioni ancora evidenti. Quel che è certo è che, al di là delle dichiarazioni di facciata, entrambi i fronti hanno interesse a proseguire il confronto, seppure con estrema cautela.

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