L’orgoglio azzurro all’Europeo: la rivoluzione del calcio femminile passa per 4 milioni di telespettatori e la Girelli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quello che resta dell’Europeo femminile non è soltanto una semifinale disputata, né una finale sfiorata, ma un confine netto tra due epoche. Prima, quando in pochi sapevano chi avesse vinto l’ultimo campionato italiano di calcio femminile; dopo, con 4 milioni di persone incollate a Rai 1 per seguire le Azzurre contro l’Inghilterra. Non per mancanza d’alternativa – luglio offre pur sempre film, serie tv e programmi d’intrattenimento – ma perché la Nazionale, guidata da giocatrici come Cristiana Girelli, ha compiuto qualcosa di storico: ha costretto il Paese a parlare di lei.

Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha voluto ringraziare pubblicamente le calciatrici, definendo il loro percorso «uno spettacolo che ha rappresentato al meglio l’Italia». «Avrebbero meritato di più – ha aggiunto –, ma non sarà l’ultimo minuto a cancellare la riconoscenza per come hanno giocato». Un messaggio che sembra preludere a un rinnovato impegno istituzionale verso il movimento, spesso lasciato ai margini nonostante i recenti progressi.

Intanto, l’attenzione si sposta su Basilea, dove domenica si giocherà la finale tra Inghilterra e Spagna. Un match che ha già un protagonista inatteso: il principe William, costretto a interrompere le vacanze con Kate Middleton e i figli per sostenere le Lionesses, reduce dalla vittoria contro l’Italia. Sugli spalti, accanto a lui, ci saranno anche Leonor di Spagna e l’Infanta Sofia, in un incrocio di casate reali che rischia di rubare la scena alla partita.

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