Bonansea e Girelli raccontano l’Europeo: orgoglio, dolore e il futuro dell’Italia femminile
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Redazione Sport
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Barbara Bonansea, che con un gol da antologia aveva illuso le Azzurre fino all’ultimo minuto della semifinale contro l’Inghilterra, parla senza retorica della delusione vissuta. «Amaro in bocca? No, solo orgoglio per questa Italia pazzesca», afferma, descrivendo un torneo che le ha lasciato «una valigia di emozioni», troppe per contenerle in una sola. Quella che avrebbe potuto essere la svolta storica si è spenta ai supplementari, ma la tristezza, spiega, non si è tradotta in lacrime: «Ero delusa, certo, ma soprattutto fiera di quello che abbiamo fatto».
Cristiana Girelli, costretta a uscire per infortunio durante la semifinale, rivela invece il momento in cui ha percepito che qualcosa non andava. «Avevo avvertito un fastidio prima, ma nello stacco con Cantore è stato più forte», racconta, ammettendo la frustrazione per non aver potuto continuare a lottare in campo. Le sue lacrime alla fine della partita, però, non nascono solo dal dolore fisico: «È stata una sconfitta personale, ma credo non sia nulla di grave».
Intanto, il principe William ha modificato i suoi impegni per assistere alla finale di domenica a Basilea, dove le «Leonesse» inglesi cercheranno il titolo. Patrono della Football Association, l’erede al trono britannico non nasconde la passione per il calcio, ereditata anche dalla figlia Charlotte, e più volte si è dimostrato un tifoso appassionato, come quando in Cina si è cimentato in qualche giocata durante una visita ufficiale.
Sul piano economico, l’Italia femminile ha comunque ottenuto un risultato significativo: i dati di Calcio e Finanza rivelano che le Azzurre, pur fermate in semifinale, hanno incassato introiti rilevanti per una squadra che, fino a pochi anni fa, faticava a ottenere visibilità. Un segnale che il movimento sta crescendo, anche se il salto definitivo è ancora da compiere




