UniCredit sigla l'accordo sul premio produttività 2025, che tocca i 2.770 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   UniCredit ha perfezionato, nella notte tra lunedì e martedì, un'intesa con le organizzazioni sindacali – nello specifico FABI, FIRST/CISL, FISAC/CGIL, UILCA e UNISIN – riguardante il Premio di Produttività per il prossimo esercizio 2025, un passo che, a stretto giro dalla conclusione della precedente trattativa, consolida il quadro del welfare aziendale. L'accordo, che la banca definisce un ulteriore segnale della centralità riconosciuta al proprio personale, conferma e potenzia un sistema di benefit considerato tra i più avanzati nel contesto nazionale, utilizzato strategicamente come leva per il benessere e, di conseguenza, per la competitività.

Il valore del riconoscimento economico

Il cuore dell'intesa risiede nell'importo omnicomprensivo del premio, fissato a 2.770 euro per il perimetro italiano, una cifra che, se erogata attraverso il conto welfare, rappresenta un incremento dell'11% circa rispetto alla somma corrisposta per l'anno precedente. A questo si aggiunge, come parte integrante del pacchetto, un contributo destinato alla copertura delle cure odontoiatriche attraverso la polizza sanitaria di gruppo, dettaglio non marginale in un'offerta che mira a essere onnicomprensiva. L'accordo, dunque, traduce in termini concreti – e in una crescita significativa – gli effetti dei recenti risultati finanziari positivi della banca, legando esplicitamente la remunerazione variabile alle performance dell'istituto.

Gli sviluppi sul fronte dei benefit accessori

Oltre al premio in denaro, la trattativa ha prodotto un avanzamento anche su un altro fronte tradizionalmente sensibile per i dipendenti, quello dei buoni pasto. È stato infatti stabilito, dopo una trattativa serrata protrattasi fino a notte fonda, che il loro valore verrà portato da 8 a 10 euro a partire dal gennaio 2027 per il personale a tempo pieno, agganciandosi così alla soglia massima prevista per la detassazione. Questo aggiornamento, seppure con una scadenza temporale definita, interviene a integrare il potere d'acquisto e completa un quadro di sostegno al reddito che non si limita alla sola componente una tantum.

Una strategia di lungo periodo

La rapidità con cui questo accordo è stato raggiunto, a pochi giorni dalla chiusura della precedente vertenza, viene letta come il segnale di un dialogo sindacale che, in questo specifico frangente, ha trovato una convergenza operativa. La banca, dal canto suo, insiste nel presentare il welfare non come un semplice costo ma come un investimento strategico, una componente strutturale per attrarre e trattenere le professionalità necessarie in un settore in rapida evoluzione. La scelta di canalizzare una parte dei riconoscimenti attraverso il conto welfare, del resto, ne enfatizza la natura di benefit finalizzato, pur lasciando ai destinatari un margine di scelta su come utilizzarlo.

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