Musetti, applausi a Chengdu: un punto spettacolare non basta per il titolo
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Redazione Sport
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Nonostante l'amarezza di una sconfitta giunta nel tie-break del set decisivo, dopo aver sprecato due match point, Lorenzo Musetti ha regalato al pubblico di Chengdu un frammento di tennis che racchiude tutta la sua classe.
È accaduto nel nono game del primo set. Rispondendo a un potente dritto di Alejandro Tabilo, Musetti si è lanciato in un salvataggio disperato con un rovescio in estensione. Ciò che è seguito ha trasformato quella pura reazione atletica in un'opera d'arte: ritrovato un equilibrio miracoloso, l'azzurro ha chiuso lo scambio con un passante incrociato di rovescio, preciso e inaspettato, che ha lasciato senza parole lo stesso avversario cileno.
Quel lampo di genio, sebbene inserito in un set poi perso 6-3, rimane il simbolo di un talento che fatica a trovare una continuità di risultati. La finale in Cina, persa con il punteggio di 6-3, 2-6, 7-6(3) dopo due ore e trentanove minuti, rappresenta per Musetti l'ennesima occasione mancata per interrompere un digiuno di titoli che dura ormai da tre anni. In carriera ha raggiunto sette finali, alzando il trofeo solo in due occasioni.
Meriti, è doveroso sottolinearlo, vanno anche a un avversario in stato di grazia. Alejandro Tabilo, partito dalle qualificazioni, ha coronato una settimana perfetta dimostrando freddezza nei momenti decisivi, soprattutto quando ha annullato i due match point contro di lui con un dritto vincente e approfittando di un errore di Musetti.
Le parole dell'azzurro, a fine incontro, non hanno nascosto la delusione. "È dura, questa non era la mia sera", ha confessato Musetti, elogiando però il vincitore. La sconfitta di Chengdu brucia, soprattutto per il modo in cui è arrivata, ma non spegne l'obiettivo principale della stagione: l'aggancio alle Atp Finals di Torino. Un sogno per il quale serviranno altre prestazioni di livello, capaci di fondere la magia dei singoli punti alla concretezza del risultato finale.




