Hamas, Khalil al-Hayya eletto nuovo capo politico. Vittoria della linea dura su Meshaal
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Redazione Esteri
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Dopo quasi due anni di direzione collegiale, il movimento islamista palestinese Hamas ha scelto il proprio nuovo leader. L'ufficio politico dell'organizzazione, che aveva retto l'impalcatura del potere in seguito alle uccisioni mirate dei suoi massimi esponenti da parte di Israele, passerà ora sotto la guida di Khalil al-Hayya, che è stato eletto per succedere formalmente a Yahya Sinwar, il leader ucciso nell'ottobre del 2024 durante un combattimento nella Striscia di Gaza.
L'annuncio ufficiale, giunto dopo un'elezione interna caratterizzata da un complesso sistema di voto a scrutinio segreto, ha messo fine a un interregno che era stato istituito anche per evitare di esporre un singolo leader alla traiettoria degli attacchi israeliani.
Il ballottaggio con Meshaal e la vittoria della linea di Gaza
Il processo elettorale, che si è svolto coinvolgendo rappresentanti della leadership di Gaza, della Cisgiordania, della diaspora e persino i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, ha visto contrapposte due visioni alternative per il futuro del movimento. Al primo turno, l'ex capo dell'ufficio politico Khaled Meshaal, figura storica e influente dell'ala esterna del movimento, aveva ottenuto una maggioranza relativa, ma senza raggiungere la soglia richiesta per vincere.
Al ballottaggio successivo, decisivo per decretare il vincitore, è stata la linea rappresentata da Khalil al-Hayya a prevalere. La sua vittoria, sebbene alcune fonti parlino di un margine ristretto mentre altre la descrivono come schiacciante, conferma il peso della componente originaria di Gaza rispetto alla dirigenza della diaspora, suggellando una continuità con la linea politica di Sinwar.
Al-Hayya, che da tempo risiede in Qatar, è considerato il principale artefice dei negoziati per il cessate il fuoco condotti indirettamente con Israele, un ruolo che negli ultimi due anni gli ha conferito una crescente rilevanza internazionale.
Il profilo del nuovo leader: tra diplomazia e intransigenza
Khalil al-Hayya, nato a Gaza City nel 1960, è una figura che incarna una doppia anima, quella del negoziatore e quella del combattente, erede della tradizione più radicale del movimento islamista. Membro di Hamas sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1987, è stato per anni il braccio destro di Sinwar e uno dei collaboratori politici più stretti della sua cerchia. La sua ascesa non è stata indolore, dato che ha subito numerosi tentativi di assassinio da parte israeliana, l'ultimo dei quali nel settembre 2025 a Doha, e ha perso diversi familiari nei raid.
Pur essendo il principale volto diplomatico del movimento, la sua nomina è letta dagli analisti come un segnale che non porterà a un'attenuazione della linea militare. Al contrario, al-Hayya ha sempre sostenuto la conservazione delle armi delle Brigate Ezzedin al-Qassam e ha respinto qualsiasi ipotesi di smilitarizzazione della Striscia in assenza di un accordo politico complessivo, una posizione che rischia di irrigidire il confronto futuro con Tel Aviv.
La prospettiva politica: l'alleanza con Teheran e lo stallo negoziale
Uno degli elementi che più contraddistingue il nuovo leader è il suo legame con l'Iran, considerato l'alleato principale di Hamas all'interno dell'Asse della Resistenza. Pur appartenendo a un movimento sunnita, al-Hayya ha coltivato per anni rapporti stretti con Teheran e ha contribuito in modo determinante alla ricomposizione dei rapporti tra Hamas e il governo siriano di Bashar al-Assad, interrotti durante la guerra civile.
Questa sua posizione, che lo allontana dalla linea più autonoma sostenuta da Meshaal, lo rende l'uomo di fiducia dell'Iran nella nuova dirigenza e potrebbe influenzare le delicate trattative in corso per la seconda fase del cessate il fuoco. La sua elezione, che arriva in un momento di stallo per i negoziati, lascia presagire che la richiesta di disarmo avanzata da Israele troverà una ferma opposizione, segnando una continuità con le posizioni oltranziste del suo predecessore.




